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Biomarcatori e prevenzione cardiovascolare primaria: razionale, premesse e promesse

Francesca Muscente, Raffaele De Caterina

RIASSUNTO: La malattia cardiovascolare è la principale causa di morte del mondo e questo sottolinea l’importanza della prevenzione cardiovascolare primaria, prima che si manifestino eventi clinici cardiovascolari. Gli sforzi per migliorare l’identificazione dei soggetti a maggior rischio di sviluppare un primo evento cardiovascolare si sono in gran parte concentrati su nuovi parametri – biomarcatori – che possano essere aggiunti ai punteggi di rischio tradizionali per migliorare la previsione di malattia. Ad oggi sono stati proposti centinaia di biomarcatori, la maggior parte dei quali derivanti dalla misurazione dei livelli plasmatici di alcune sostanze. Molti di essi hanno mostrato una buona associazione statistica con l’incidenza di eventi successivi, ma in generale, solo un modesto miglioramento del valore predittivo dei punteggi attuali. Al contrario, la valutazione dell’aterosclerosi subclinica, con varie modalità, ha chiaramente dimostrato un beneficio aggiuntivo sostanziale. Questa rassegna rivisita qui criticamente la letteratura relativa agli studi che hanno valutato il valore aggiuntivo dei nuovi biomarcatori rispetto ai punteggi di rischio tradizionali nella prevenzione primaria della malattia cardiovascolare soprattutto per quanto riguarda la loro combinazione in profili multi-marcatore, e con particolare attenzione ai marcatori di imaging non invasivo per l’aterosclerosi subclinica.