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Gestione ambulatoriale del paziente di interesse cardiologico: ruolo del medico di medicina generale e del cardiologo, tra sostenibilità ed appropriatezza

Roberta Rossini, Daniela Lina, Marco Ferlini, Giuseppina Belotti, Salvatore Ivan Caico, Fabrizio Caravati, Pompilio Faggiano, Annamaria Iorio, Davide Lauri, Corrado Lettieri, Emanuela Teresa Locati, Antonio Maggi, Ferdinando Massari, Andrea Mortara, Luigi Moschini, Giuseppe Musumeci, Daniele Nassiacos, Fabrizio Negri, Domenico Pecora, Simona Pierini, Roberto Pedretti, Pierfranco Ravizza, Michele Romano, Fabrizio Oliva

RIASSUNTO: L’aumento dell’incidenza delle patologie cardiovascolari, l’aumento della sopravvivenza dopo la loro fase acuta, l’invecchiamento della popolazione e l’implementazione della prevenzione primaria, hanno determinato un incremento esponenziale delle prestazioni cardiologiche ambulatoriali, così da rendere difficile il mantenimento di un equilibrio tra la richiesta del cittadino-paziente e la sostenibilità economica del sistema sanitario. Dall’altro lato, la prescrizione di numerosi esami diagnostici in un’ottica di medicina difensiva e legate alla crescita di aspettative della popolazione, ha portato numerose società scientifiche a campagne educazionali con l’obiettivo di dimostrare che fare di più non significa fare meglio.
La presente rassegna ha scopo di fornire al medico di medicina generale delle indicazioni pratiche sui segni/sintomi delle principali patologie cardiovascolari (angina pectoris, dispnea, cardiopalmo, sincope) e allo specialista cardiologo una rapida revisione delle raccomandazioni sulla richiesta degli esami strumentali (ecocardiogramma, stress test), per favorire una stratificazione della domanda secondo classi di priorità, così come oggi riportate sui ricettari del sistema sanitario regionale, con la finalità ultima di garantire l’efficacia, l’efficienza e l’equità del sistema sanitario in un’ottica di appropriatezza prescrittiva.