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Trattamento dello scompenso cardiaco con terapia genica: i risultati inattesi del trial CUPID 2

Marta Gigli, Gianfranco Sinagra, Luisa Mestroni

RIASSUNTO: Lo scompenso cardiaco è ancora oggi un’importante causa di morbilità e mortalità in tutto il mondo. La terapia genica dei meccanismi implicati nello scompenso cardiaco è emersa sin dagli anni ’90 come potenziale target terapeutico incoraggiando studi preclinici su piccoli e poi più grandi modelli animali. Le prime esperienze in letteratura hanno documentato una ridotta espressione del reticolo sarcoplasmatico/endoplasmatico Ca2+-ATPasi2a (SERCA2a) nello scompenso cardiaco. Questi risultati hanno portato allo sviluppo di trial clinici sul trasferimento genico di SERCA2a. I primi risultati positivi in termini di fattibilità, sicurezza ed endpoint clinici hanno aperto la strada al primo grande trial randomizzato, il CUPID, su pazienti con scompenso cardiaco e frazione di eiezione ridotta in cui sono stati arruolati 250 pazienti a infusione intracoronarica di virus adeno-associati di tipo 1 (AAV1)/SERCA2a o placebo. Le grandi aspettative riposte sono state disattese e non si è osservato alcun miglioramento in termini di outcome nei pazienti trattati. In questa revisione abbiamo rivisitato i precedenti lavori che hanno portato al disegno di questo trial, analizzato le sue principali caratteristiche e risultati, fornendo infine alcune ipotesi sul motivo di un fallimento parzialmente inatteso in modo da comprendere quali possano essere le future prospettive per la terapia genica nello scompenso cardiaco.