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Sicurezza e tollerabilità delle terapie ipoglicemizzanti orali nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 a elevato rischio cardiovascolare

Giuseppe Ambrosio, Gaetano M. De Ferrari, Massimo Federici, Pasquale Perrone Filardi

RIASSUNTO: I farmaci ipoglicemizzanti orali per la terapia del diabete mellito di tipo 2 (DM2) mirano alla prevenzione degli effetti metabolici dell’iperglicemia e degli eventi cardiovascolari (CV). L’evidenza di un possibile aumento del rischio CV associato alla prescrizione di alcuni farmaci antidiabetici ha spinto le agenzie regolatorie a richiedere studi di sicurezza CV specifici. Questa rassegna fornisce un’analisi aggiornata dei profili di sicurezza CV dei farmaci antidiabetici impiegati nel trattamento dei pazienti ad alto rischio CV. Gli studi clinici più recenti analizzano i diversi aspetti della morbilità CV, quali eventi ischemici, scompenso e aritmie cardiache, nonché la loro relazione con l’ipoglicemia. Gli endpoint comprendono gli eventi CV principali (mortalità CV, infarto miocardico, ictus) e l’ospedalizzazione per scompenso cardiaco. Esiste variabilità di rischio CV tra le diverse classi e all’interno della stessa classe di farmaci ipoglicemizzanti orali, quali sulfaniluree, metformina, glitazoni, analoghi del glucagon-like peptide-1, inibitori della dipeptidil peptidasi-4 e inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2. Le diverse situazioni cliniche di impiego dei farmaci, la selettività per i rispettivi bersagli farmacologici e gli effetti relativi all’ipoglicemia possono spiegare alcune delle differenze osservate. Questa rassegna può guidare gli specialisti cardiologi e diabetologi, coinvolgendo il medico di medicina generale, nella decisione terapeutica più adatta alle caratteristiche individuali del singolo paziente diabetico.