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Il colesterolo LDL non è associato ad ispessimento medio-intimale carotideo nelle donne anziane

Elisa Mazza, Maria Antonietta Salvati, Yvelise Ferro, Daniele De Bonis, Gaetano Gorgone

RIASSUNTO: Razionale. L’associazione tra colesterolo LDL (C-LDL) e malattie cardiovascolari è controversa negli anziani e in particolare nelle donne anziane. L’obiettivo dello studio è stato stabilire se esista un’associazione tra C-LDL e aterosclerosi carotidea in una popolazione di donne e definire, eventualmente, se il rapporto vari al variare dell’età. Materiali e metodi. Sono state arruolate in maniera consecutiva 228 donne afferenti all’Unità Operativa di Nutrizione Clinica dell’Università di Catanzaro. Sono state valutate, per mezzo di questionario, le abitudini voluttuarie, la presenza di malattie e l’uso di farmaci. I soggetti sono stati sottoposti a valutazione clinica per misurare gli indici antropometrici e la pressione arteriosa, nonché ad esami di laboratorio per valutare il profilo glico-metabolico e ad una valutazione ultrasonografica delle arterie carotidi per misurare lo spessore medio-intimale e rilevare la presenza di placche ateromasiche. I soggetti sono stati categorizzati in due gruppi in base all’età (≤65 anni e >65 anni) e successivamente suddivisi secondo i livelli di C-LDL. Si è proceduto, infine, a confrontare i gruppi per mezzo del test t di Student e del test chi quadrato. Risultati. L’associazione tra C-LDL e spessore medio-intimale varia al variare dell’età. Negli adulti è stata riscontrata una differenza significativa dello spessore medio-intimale tra i soggetti con colesterolo normale e quelli con colesterolo elevato. Sorprendentemente, nelle donne di età >65 anni con e senza C-LDL elevato non sono emerse differenze di spessore medio-intimale carotideo. Conclusioni. L’assenza di un’associazione tra C-LDL e spessore medio-intimale, coerente con alcuni studi che hanno dimostrato l’assenza di relazione o addirittura un rapporto inverso tra C-LDL e incidenza di malattie cardiovascolari, spinge a considerare con attenzione l’atteggiamento terapeutico ed a ponderare attentamente l’uso delle statine in donne di età >65 anni non affette da malattie cardiovascolari.