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"Bail-out re-sheathing" di stent coronarici autoespandibili di nuova generazione

Alberto Barioli, Massimo Napodano, Giuseppe Tarantini

RIASSUNTO: Le nuove generazioni di stent autoespandibili in nitinolo risultano utili nel trattamento della patologia coronarica in particolari contesti anatomici, quali le biforcazioni, i vasi rastremati o ectasici, i graft venosi, le lesioni con elevato carico trombotico. Il corretto posizionamento di tali dispositivi può tuttavia risultare difficoltoso, a causa del meccanismo di rilascio che prevede il ritiro di una guaina esterna che rilascia lo stent a partire dal margine distale. Riportiamo un caso di un uomo di 53 anni, ricoverato per angina instabile e sottoposto a coronarografia, con riscontro di stenosi subocclusiva nel contesto di un’ectasia della coronaria discendente anteriore. Essendo la lesione in un segmento ectasico, si optava per il posizionamento di uno stent autoespandibile StentysTM (Stentys S.A., Parigi, Francia). La procedura di angioplastica veniva complicata da un inavvertito avanzamento dello stent autoespandibile durante il rilascio. Viene pertanto descritta la tecnica utilizzata per il recupero e il riposizionamento del dispositivo, ed esaminate le caratteristiche della lesione che hanno favorito la migrazione anterograda dello stent autoespandibile.