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Riabilitazione cardiologica ambulatoriale a Trieste: protocolli, attività ed esiti

Sara Doimo, Patrizia Maras, Giulia Barbati, Enrico Fabris, Alessio Della Mattia, Kareem Salame, Giuseppe Gatti, Gianfranco Sinagra

RIASSUNTO: Razionale. La riabilitazione cardiologica (RC) è un percorso di cura di documentata efficacia nel ridurre la mortalità, le nuove ospedalizzazioni e le morbilità dei pazienti con malattia coronarica. Scopo dello studio è stato analizzare il modello di RC ambulatoriale del Dipartimento Cardiovascolare di Trieste e gli esiti clinici dei pazienti. Materiali e metodi. Sono state analizzate le caratteristiche clinico-strumentali e di outcome di pazienti consecutivamente riferiti alla Struttura di Riabilitazione del Cardiopatico dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2015. Tutti i pazienti sono stati inseriti in un registro osservazionale. Durante la RC e ad 1 anno di follow-up è stata analizzata l’incidenza di nuove ospedalizzazioni, mentre la mortalità totale e per cause cardiovascolari è stata valutata a lungo termine e in diversi sottogruppi. Risultati. Nel periodo di studio sono stati arruolati 3088 pazienti (28% di sesso femminile, età media 70 ± 11 anni, 35% di età >75 anni). La popolazione era costituita per il 30% da pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST, 23% con infarto miocardico senza sopraslivellamento del tratto ST, 29% sottoposto a bypass aortocoronarico associato o meno a chirurgia valvolare e 19% sottoposto a procedura coronarica percutanea elettiva. Il percorso di RC ha avuto una durata media di 5 ± 4 mesi. Al termine della RC, il 96% assumeva terapia antiaggregante, il 79% betabloccanti, il 73% inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina, il 25% antagonisti recettoriali dell’angiotensina e l’87% statine con il raggiungimento dei seguenti target di prevenzione secondaria: colesterolo LDL 85 ± 30 mg/dl, emoglobina glicata 7.2 ± 4%, frequenza cardiaca 64 ± 11 b/min, pressione arteriosa sistolica/diastolica 137 ± 32/78 ± 14 mmHg. Durante la RC, l’11% dei pazienti ha avuto un nuovo ricovero per cause cardiovascolari, l’1% a 1 anno dal termine della RC. Ad un follow-up medio di 4.4 ± 2 anni, la mortalità totale è stata dell’11%. Il 3% dei decessi è avvenuto per cause cardiovascolari, lo 0.7% entro i primi 12 mesi. La mortalità cardiovascolare è risultata significativamente più elevata negli anziani (età ≥75 anni) (6 vs 2%, p=0.000), nelle donne (4 vs 3%, p=0.038), nei diabetici (5 vs 3%, p=0.004) e nei pazienti con disfunzione ventricolare sinistra (8 vs 3%, p=0.000). Conclusioni. Questo studio evidenzia l’efficacia e la fattibilità di un programma di CR in una popolazione non selezionata, complessa per età, fattori di rischio e comorbilità. L’istituzione di un registro osservazionale con una continua revisione critica della qualità dell’intervento terapeutico ha permesso il raggiungimento di buoni esiti di prevenzione secondaria e di outcome.