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DOI 10.1714/2803.28369 Scarica il PDF (183,4 kb)
G Ital Cardiol 2017;18(11):803-804



Prof. Giorgio Antonio Feruglio

(Martignacco, 13 dicembre 1927 – Udine, 2 gennaio 1996)

A 21 anni dalla prematura scomparsa del nostro Maestro ci è particolarmente gradito ricordarne l’opera nel primo profilo che appare sul Giornale Italiano di Cardiologia dedicato ai “Pionieri in Cardiologia”. Un sentito grazie al Dr. Giuseppe Di Pasquale, Editor del Giornale, e al Comitato Editoriale, per questa opportunità e per l’iniziativa.

Giorgio Antonio Feruglio non è stato solo il fondatore della Cardiologia udinese, ma ha giocato un ruolo di primo piano per lo sviluppo della nascente disciplina cardiologica in Italia, capendone con lungimiranza la portata e intuendo il ruolo che gli ospedali avrebbero giocato, in particolare per l’assistenza coronarica acuta1,2, per la diagnosi e terapia delle aritmie3-5, per l’organizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici e riabilitativi6, per la computerizzazione ante-litteram in diversi ambiti della Cardiologia7, ma anche per l’approccio avanzato nell’ampio spettro delle cardiopatie congenite e strutturali8-10. Da ricordare anche il suo impegno in epidemiologia e prevenzione cardiovascolare, discipline che aveva implementato sin dall’inizio, assumendo la direzione del Centro Cardioreumatologico, poi denominato “Centro per la Lotta contro le Malattie Cardiovascolari”11,12. Aveva certamente grande intelligenza e un’efficace oratoria, ma le sue doti principali erano la tenacia, la perseveranza nel seguire le iniziative che riteneva valide, senza mai scoraggiarsi, la capacità organizzativa e quella di discernere il “buono utile” nel campo in fiorente espansione della cardiologia dagli anni ’60 agli anni ’90. Aveva un carattere forte, che gli creò anche degli avversari e che noi suoi collaboratori dovevamo talvolta sopportare, ma tutti gli riconoscevano una grande onestà intellettuale, elevate capacità propositive e un’invidiabile fermezza nel perseguire gli scopi che si era prefissato e che riteneva utili alla comunità cardiologica nazionale13-16. Tra i fondatori dell’ANMCO ha molto dato a questa Associazione, che ha retto come Presidente per due mandati (1970-72 e 1984-88) e per i quali ha ricevuto la targa d’oro. Tra i traguardi che ha significativamente contribuito a raggiungere, all’interno dell’ANMCO, ricordiamo in particolare la nascita del Congresso Nazionale di Cardiologia, il lancio del Giornale Italiano di Cardiologia, l’accordo nel 1983 con l’Istituto Mario Negri di Milano per realizzare il Gruppo Italiano per lo Studio della Sopravvivenza nell’Infarto Miocardico (GISSI)17, la realizzazione della (prima) Conferenza Nazionale sulla Prevenzione della Cardiopatia Ischemica a Roma, Istituto Superiore di Sanità, 28-29 settembre 198718. Gli è stata doverosamente dedicata dall’ANMCO la seconda Conferenza Nazionale sulla Prevenzione della Cardiopatia Ischemica16. Come brillantemente ricordato da Carlo Vecchio, già Presidente dell’ANMCO, “il Prof. Feruglio non scordava mai che la crescita della nostra Associazione sul piano scientifico ed organizzativo doveva coincidere con i bisogni dell’intera comunità civile e che l’ANMCO doveva costituire un riferimento istituzionalizzato da proporre agli organismi di Governo della Sanità Pubblica”15.

Il Prof. Feruglio si è anche molto impegnato a livello internazionale, avendo ruoli importanti come membro fondatore o presidente in varie associazioni scientifiche europee ed americane e organizzando eventi di grande rilievo come il Second European Symposium on Cardiac Pacing a Firenze nel 1981, il Meeting OMS dei Comprehensive Cardiovascular Community Control Programmes a Udine nel 1984 ed il Meeting MONICA OMS a Udine nel 1994. Nel breve profilo biografico che segue riassumiamo le tappe più importanti di una vita spesa per la cardiologia, prematuramente troncatasi “sul campo” a 68 anni.




Giorgio Antonio Feruglio si laureò con il massimo dei voti e la lode presso l’Università di Padova nel 1953. Egli ebbe una formazione post-laurea presso la Clinica Medica della stessa Università, diretta dal Prof. Alessandro della Volta, ma anche a Philadelphia (USA) presso il Dipartimento di Cardiologia diretto dal Prof. Samuel Bellet (1956) e a Toronto (Canada) presso la Cardiologia dell’Università dell’Ontario (1957-58), città a cui rimase molto legato anche per forti radici familiari. Nel 1959, all’età di 32 anni, fu incaricato di organizzare la Cardiologia presso l’Ospedale di Udine, e subito nel 1960 fondò il Centro per la Lotta contro le Malattie Cardiovascolari, orientato alla prevenzione dapprima della cardiopatia reumatica e poi della cardiopatia ischemica e dei suoi fattori di rischio. Sempre negli anni ’60 dotò l’Istituto e quindi la Divisione di Cardiologia dell’Ospedale Civile di Udine dell’Emodinamica e del Laboratorio di Elettrostimolazione, nel 1968 dell’Unità Coronarica e nel 1973 dell’analisi computerizzata dell’elettrocardiogramma, favorendo nello stesso anno l’avvio della Divisione di Cardiochirurgia e del Centro per la Riabilitazione del Cardiopatico presso l’Ospedale del Gervasutta (UD)6. Nel 1980 attivò l’Unità Coronarica mobile2, mentre nel 1985 avviò assieme ai suoi collaboratori l’emodinamica interventistica e poco dopo l’aritmologia interventistica, che dal 1990 utilizza i defibrillatori impiantabili e dal 1994 esegue le ablazioni transcatetere delle aritmie. Per 35 anni è stato, quindi, il punto di riferimento indiscusso di questo Dipartimento ante-litteram che acquistò rinomanza nazionale e internazionale. Nel 1963 fu tra i fondatori dell’ANMCO, l’Associazione Nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri, e ne assunse per diversi mandati la presidenza. Fondò e diresse sino alla scomparsa l’Associazione dei Centri per le Malattie Cardiovascolari ed il Registro nazionale ed europeo dei pacemaker. Fu co-fondatore e direttore del Giornale Italiano di Cardiologia, della rivista di Cardiologia Preventiva e Riabilitativa e di Cardiostimolazione. Dal 1979 fu membro della Commissione ministeriale per la Cardiologia e la Cardiochirurgia e venne anche nominato membro del Consiglio Superiore di Sanità. Libero docente, ha insegnato presso i corsi di laurea magistrale e presso le scuole di specializzazione in Malattie dell’apparato cardiovascolare delle Università di Ferrara, Trieste ed Udine. Nel 1980 ha fondato e diretto la prima Scuola ospedaliera per Tecnici di cardiologia, nel 1992 ha creato l’Istituto di Ricerche Cliniche Applicate di Base (IRCAB), realtà tuttora pienamente operativa. Fu “fellow” dell’American College of Cardiology, della British Cardiac Society e della European Society of Cardiology. Partecipando anche a studi e ricerche di respiro internazionale, ha prodotto oltre 400 pubblicazioni scientifiche, di cui 170 attualmente citate su PubMed, e 22 monografie. Esperto di epidemiologia e prevenzione cardiovascolare a livello internazionale, fu cooptato negli studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: il Progetto Martignacco, Sezione italiana del Comprehensive Cardiovascular Community Control Programme dell’OMS e il Progetto MONICA, con l’Area Friuli. Ma anche l’Unione Europea gli affidò il Progetto CLARA. Nel 1987 organizzò, come Presidente dell’ANMCO, la prima Conferenza Nazionale sulla Prevenzione della Cardiopatia Ischemica presso l’Istituto Superiore di Sanità, i cui atti sono diventati le prime lungimiranti linee guida italiane sull’argomento18. Nel 1990 la Regione Friuli Venezia Giulia gli affidò la responsabilità del Progetto Regionale di Prevenzione delle Malattie Cardiovascolari. Nel giugno 1995, a suggello di questo percorso ritenuto esemplare dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ricevette l’ambito riconoscimento per il proprio Centro di Prevenzione di Centro Collaborativo per la Ricerca e la Formazione in Epidemiologia e Prevenzione Cardiovascolare.

Per ultimo desideriamo ricordare che negli anni decine di professionisti si sono formati presso la Cardiologia diretta dal Prof. Feruglio, molti dei quali hanno raggiunto posizioni apicali in altri ospedali italiani ed hanno così contribuito a diffondere il modus operandi, l’approccio rigoroso e l’entusiasmo verso le continue novità della nostra disciplina trasmessi dal loro Maestro.

Alessandro Proclemer1, Diego Vanuzzo2

1S.O.C. Cardiologia,

Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine

e-mail: alessandro.proclemer@asuiud.sanita.fvg.it

2già Responsabile del Centro di Prevenzione Cardiovascolare,

Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine

RINGRAZIAMENTI

Si ringrazia il Dr. Giorgio Maisano, già Primario della Cardiologia Riabilitativa del Gervasutta, per le informazioni riguardanti il lungo percorso professionale del Prof. Feruglio.

BIBLIOGRAFIA

1. Feruglio GA. Unità di terapia intensiva coronarica. Acta Anaesthesiol 1970;21:120-30.

2. Feruglio GA, Albanese CM, Bandera L, et al. Esperienza con l’Unità Coronarica Mobile: da progetto di studio a servizio permanente nella comunità. G Ital Cardiol 1981;11:1348-55.

3. Feruglio GA. Stimolazione cardiaca a lungo termine, stato attuale, problemi e prospettive. G Ital Cardiol 1972;2:766-75.

4. Proclemer A, Ciani R, Feruglio GA. Right ventricular tachycardia with left bundle branch block and inferior axis morphology: clinical and arrhythmological characteristics in 15 patients. Pacing Clin Electrophysiol 1989;12:977-89.

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8. Feruglio GA. Intracardiac phonocardiography: a valuable diagnostic technique in congenital and acquired heart disease. Am Heart J 1959;58:827-48.

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