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G Ital Cardiol 2005;6(2):90-104



Esiste la riluttanza a praticare la rianimazione con ventilazione bocca a bocca senza mezzi di barriera tra gli operatori sanitari intervenuti come first responders?

Massimo Giammaria, Walter Frittelli, Riccardo Belli, Alessandra Chinaglia, Brunella De Michelis, Salvatore Ierna, Massimo Imazio, Roberto Vacca, Emilpaolo Manno, Rita Trinchero

Razionale. Solo il 30% delle vittime con arresto cardiaco extraospedaliero riceve manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo del personale dell’emergenza. Ciò è anche dovuto alla riluttanza ad eseguire manovre di RCP, specie la ventilazione assistita bocca a bocca senza mezzi di protezione su sconosciuti, da parte di first responders laici o professionisti.
Materiali e metodi. Valutare l’incidenza della riluttanza alla ventilazione assistita e i comportamenti che determinano in uno scenario di RCP simulato, proposto a un campione di operatori sanitari di area critica di un ospedale pubblico.
Risultati. Hanno risposto 128/165 operatori sanitari (77.5%). I medici erano 46/128 (35.9%), i collaboratori professionali sanitari infermieri 78/128 (60.9%) e 4/128 (3.2%) erano operatori tecnici addetti all’assistenza. Il 58.6% del campione (75/128) è risultato riluttante alla ventilazione assistita. Il 90.6% dei soggetti riluttanti (68/75) avrebbe eseguito rianimazione con il solo massaggio cardiaco esterno. Rispetto ai non riluttanti, pur di evitare un potenziale contagio, avrebbero praticato la ventilazione assistita anche con metodi non validati in modo significativamente maggiore (54.2 vs 18.8%, p < 0.001). I restanti 7/75 soggetti (9.6% dei riluttanti e 5.4% del totale, tra cui nessun medico), non avrebbero eseguito nessun tipo di rianimazione. I determinanti più significativi per un comportamento riluttante risultano l’età < 40 anni (p = 0.07) e l’aver frequentato corsi di basic life support-basic life support defibrillation (BLS-BLSD) (p = 0.07).
Conclusioni. La riluttanza ad eseguire una RCP con ventilazione assistita su sconosciuti, è un atteggiamento frequente anche in operatori sanitari, per il pericolo di contagio. I comportamenti che da essa derivano possono ridurre il numero di potenziali soccorritori in caso di arresto cardiaco. Per il potenziale rischio di contagio tra vittima e soccorritore, coloro che hanno l’obbligo di rispondere come soccorritori professionisti dovrebbero portare con sé anche fuori del posto di lavoro, mezzi di barriera adeguati. I first responders senza mezzi di barriera che non si sentano di eseguire ventilazione bocca a bocca dovrebbero eseguire almeno il massaggio cardiaco esterno. I corsi di BLS-BLSD ILCOR potrebbero dare più ampia enfasi a questi concetti.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481