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G Ital Cardiol 2001;2(3):294-302



Aspetti socio-economici e fattori di rischio cardiovascolare: l'esperienza dell'Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare

Simona Giampaoli, Luigi Palmieri, Francesco Dima, Lorenza Pilotto, Maria Fenicia Vescio, Diego Vanuzzo, a nome del Gruppo di Ricerca dell'Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare

Razionale. La malattia cardiovascolare è più diffusa nei livelli socio-economici più poveri. Le indagini di popolazione che tengono conto del livello socio-economico forniscono informazioni utili per pianificare interventi di prevenzione primaria. Scopo di questa analisi è stato studiare l’associazione fra livelli socio-economici e fattori di rischio cardiovascolare su 3198 donne e 3218 uomini di età 35-74 anni arruolati nell’ambito dell’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare, studio trasversale condotto nel 1998 per valutare la distribuzione dei fattori di rischio e la prevalenza delle condizioni a rischio cardiovascolare.
Materiali e metodi. Come indicatore dello stato socio- economico è stato utilizzato il livello di scolarità; è stata studiata la distribuzione dei fattori di rischio e la prevalenza delle condizioni a rischio nei diversi livelli di scolarità. Modelli di regressione logistica sono stati utilizzati per valutare la relazione tra stato socio-economico ed obesità, abitudine al fumo di sigaretta, ipertensione arteriosa ed ipercolesterolemia.
Risultati. Il titolo di studio ha una significativa influenza protettiva sull’obesità e sull’abitudine al fumo di sigaretta. Negli uomini per l’obesità l’odds ratio rispetto ai laureati passa da 1.6 nei diplomati (intervallo di confidenza-IC 95% 1.09-2.51) a 3.5 in quelli senza titolo di studio (IC 95% 1.97-6.21). Nelle donne da 3.2 (IC 95% 1.81-5.81) a 4.8 (IC 95% 2.55- 8.98) per gli stessi livelli di scolarità. Negli uomini per l’abitudine al fumo di sigaretta l’odds ratio rispetto ai laureati aumenta da 1.4 nei diplomati (IC 95% 1.07-1.94) a 2.3 in quelli senza alcun titolo di studio (IC 95% 1.40-3.68). Per gli uomini vivere al Centro o al Sud accresce il rischio di abitudine al fumo da 1.3 (IC 95% 1.06-1.57) a 1.5 (IC 95% 1.24-1.82); nelle donne vivere nelle stesse aree geografiche accresce il rischio di obesità da 1.3 (IC 95% 1.03-1.65) a 2.3 (IC 95% 1.81-2.83).
Conclusioni. In prevenzione primaria è importante concentrare l’attenzione sull’obesità e sull’abitudine al fumo nelle classi sociali più povere.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481