Efficacia delle cure integrate socio-sanitarie supportate dal telemonitoraggio domiciliare nello scompenso cardiaco: il progetto europeo SmartCare in Friuli Venezia Giulia

Donatella Radini, Gianmatteo Apuzzo, Mara Pellizzari, Luigi Canciani, Ofelia Altomare, Antonio Gabrielli, Kira Stellato, Maila Mislej, Adele Maggiore, Nicola Delli Quadri, Adriano Marcolongo, Andrea Di Lenarda

RIASSUNTO: Razionale. L’assistenza domiciliare ai pazienti con malattie croniche ed in particolare con scompenso cardiaco (SC) è una delle principali sfide del futuro. La telemedicina applicata allo SC permette una monitorizzazione intensiva domiciliare dei pazienti più complessi migliorando la prognosi e la qualità di vita. Il progetto europeo SmartCare ha coinvolto come capofila la regione Friuli Venezia Giulia (FVG) con l’obiettivo di migliorare le cure integrate socio-sanitarie in pazienti con malattie croniche non trasmissibili (MCNT) attraverso l’implementazione del telemonitoraggio (TM) domiciliare e la responsabilizzazione dei pazienti all’autogestione e automonitoraggio. Materiali e metodi. Il progetto SmartCare-FVG è uno studio di coorte, prospettico, randomizzato e controllato che ha arruolato, da novembre 2014 a febbraio 2016, 201 pazienti già in assistenza domiciliare integrata (“usual care” [UC] del nostro progetto) di età >50 anni, con almeno 1 MCNT severa (SC, broncopneumopatia cronica ostruttiva o diabete) e 1 BADL mancante, al braccio TM (n=100) o UC (n=101). I drop-out sono stati 19 (9%) (12 nel braccio TM; 7 UC; p=NS). I pazienti sono stati seguiti da un team multiprofessionale e stratificati a percorso diagnostico-terapeutico assistenziale (PDTA) a breve termine (3-6 mesi; media 4 ± 1 mesi; n=101) alla dimissione da un ricovero o a lungo termine (6-12 mesi; media 10 ± 3; n=100) per i pazienti cronici fragili. Risultati. La diagnosi principale di arruolamento più frequente era lo SC (108 pazienti), seguita dal diabete (30%) e dalla broncopneumopatia cronica ostruttiva (16%). Uno score di Charlson ≥3 era presente nel 75% dei casi e oltre 60% assumeva almeno 7 farmaci. Tra le caratteristiche socio-assistenziali il 55% degli assistiti viveva solo o con la badante, il 62% aveva una scolarità elementare e il 48% non era autosufficiente. I giorni di ricovero ospedaliero o in altre strutture protette sono stati significativamente ridotti solo nel braccio TM del PDTA post-acuto (20 giorni di ricovero evitati per 10 pazienti-mese di presa in carico, p=0.03) e l’effetto era principalmente evidente nei pazienti con SC (p=0.02). Nel gruppo TM è stato anche documentato un significativo aumento del numero degli accessi domiciliari e dei contatti telefonici (12.7 e 13.7 interventi in più per 10 pazienti-mese di presa in carico, rispettivamente p=0.01 e p=0.002 nel PDTA post-acuto e cronico). Conclusioni. Il progetto SmartCare-FVG ha dimostrato nei pazienti affetti da patologie croniche e principalmente con SC, nella fase post-acuta di malattia, di essere in grado di ridurre significativamente i giorni di degenza con un limitato e sostenibile aumento dell’utilizzo di risorse infermieristiche territoriali.