Biomarcatori per la diagnosi e la gestione dello scompenso cardiaco: i peptidi natriuretici

Vincenzo Castiglione, Giuseppe Vergaro, Alberto Aimo, Concetta Prontera, Veronica Musetti, Silvia Masotti, Debora Battaglia, Pietro Di Cecco, Michele Emdin, Claudio Passino

RIASSUNTO: Lo scompenso cardiaco (SC) è la via finale comune di molte patologie cardiovascolari ed è associato ad un’aumentata morbilità e mortalità. La storia naturale dello SC può essere migliorata mediante una diagnosi precoce ed un trattamento tempestivo. I biomarcatori circolanti, espressione di pathway fisiopatologici implicati nello sviluppo e nella progressione dello SC, costituiscono un supporto per la diagnosi e la gestione dello SC. I peptidi natriuretici sono ormoni cardioprotettivi rilasciati dai cardiomiociti in risposta al sovraccarico di pressione/volume. I peptidi natriuretici di tipo B, in particolare il peptide natriuretico di tipo B e il frammento N-terminale del pro-peptide natriuretico di tipo B, sono stati ampiamente validati come strumenti per la diagnosi di SC e la stratificazione del rischio. Il loro impiego sembra promettente anche per lo screening di popolazioni a rischio e come guida per l’adozione di misure preventive in grado di arrestare la progressione verso lo SC. Al contrario, ci sono evidenze contrastanti per quanto riguarda il loro ruolo come guida per la terapia dello SC.