Un caso di prolasso valvolare mitralico ad incrementato rischio di morte cardiaca improvvisa nell'atleta

Geza Halasz, Mattia Cattaneo, Matteo Badini, Laura Leo, Silvio Romano, Bruno Capelli

RIASSUNTO: Il prolasso valvolare mitralico (PVM) è l’anomalia valvolare più frequente negli atleti ed ha in genere una prognosi benigna. Tuttavia negli ultimi anni il PVM è stato associato ad un aumento del rischio di morte cardiaca improvvisa (MCI) aritmica. La maggior parte dei pazienti con PVM deceduti improvvisamente non presenta un rigurgito severo così come le aritmie sono frequenti negli atleti con PVM, cosicché la stratificazione del rischio aritmico in questi ultimi risulta particolarmente difficile. Esistono svariati indicatori di incrementato rischio di MCI nel PVM, quali la storia familiare, l’inversione dell’onda T in sede inferiore, le aritmie ventricolari all’Holter o al test ergometrico, la presenza di un rigurgito mitralico severo, disgiunzione anulare mitralica (MAD) e disfunzione sistolica del ventricolo sinistro all’ecocardiogramma, oltre alla presenza di fibrosi a livello della parete infero-laterale basale e dei muscoli papillari alla risonanza magnetica cardiaca. In questo articolo riportiamo il caso di un atleta con PVM associato a MAD e frequenti battiti prematuri ventricolari al test da sforzo. La risonanza magnetica cardiaca eseguita in seguito ha evidenziato la presenza di fibrosi della parete infero-laterale basale e dei muscoli papillari identificando un atleta con PVM e rischio aumentato di MCI. Sulla base di tali rilievi al paziente è stata vietata l’attività sportiva agonistica.