Fibrillazione atriale e morte cardiaca improvvisa: un mistero da risolvere?

Jacopo Marazzato, Fabio Angeli, Roberto De Ponti, Giuseppe Di Pasquale, Paolo Verdecchia

RIASSUNTO: È noto come la fibrillazione atriale sia stata associata ad un aumentato rischio di ictus cerebri, di ospedalizzazioni per scompenso cardiocircolatorio e di mortalità cardiovascolare. Benché recenti studi abbiano riscontrato un’effettiva associazione tra la fibrillazione atriale ed il rischio di morte cardiaca improvvisa in differenti coorti di pazienti, non è chiaro se la fibrillazione atriale rappresenti un reale fattore di rischio indipendente di pericolose aritmie ventricolari e con quali meccanismi. È possibile ipotizzare che, in alcuni contesti, l’aritmia possa essere associata al rischio di morte cardiaca improvvisa da un rapporto di causa-effetto, mentre, in altri casi, sia solo espressione della complessa interazione di meccanismi fisiopatologici alla base della severità della sottostante patologia cardiovascolare. Inoltre, a parte rare eccezioni, le più recenti linee guida non forniscono precise raccomandazioni per la stratificazione del rischio di morte cardiaca improvvisa nei pazienti affetti da fibrillazione atriale. Scopo della presente rassegna è quello di riassumere le evidenze scientifiche disponibili, di identificare i possibili meccanismi fisiopatologici alla base di questo legame e di utilizzarli nella stratificazione del rischio e nella gestione clinica di questi pazienti.