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Farewell al nostro Maestro,
Professor Sergio Dalla Volta
(30/12/1928 – 20/08/2020)

Giovedì 20 agosto è mancato il nostro Professore, Principe della Cardiologia Accademica Italiana, indimenticabile Maestro di generazioni di medici, docenti e cardiologi. La sua figura di ricercatore si colloca storicamente nell’interesse secolare per il cuore e la circolazione del Ginnasio Patavino, in continuità con grandi personaggi quali Andrea Vesalio, Realdo Colombo, William Harvey e Giovanni Battista Morgagni, che con i loro contributi in Anatomia, Fisiologia e Patologia hanno gettato le basi del sapere cardiovascolare.

Figlio d’arte del mitico prof. Alessandro Dalla Volta, Clinico Medico dell’Università di Padova, venne avviato dal Padre, con grande intuito, verso l’emergente interesse scientifico sull’apparato cardiocircolatorio, con esperienze formative che sarebbero risultate fondamentali per quella Scuola di Cardiologia che avrebbe poi fondato.

L’esperienza al Karolinska Institute di Stoccolma, che conferisce i Premi Nobel in Fisiologia e Medicina, fu determinante per il successivo sviluppo del Cardiovascolare a Padova. Là stava nascendo la cardiologia invasiva e il prof. Dalla Volta apprese le tecniche del cateterismo cardiaco per lo studio dell’anatomia in vivo e della funzione meccanica del cuore, indagini che avviò in seguito a Padova con la creazione di un Laboratorio di Emodinamica. Al Karolinska Institute, grazie al cateterismo cardiaco diagnostico e all’invenzione della circolazione extracorporea, stava nascendo la chirurgia a cuore aperto, con Crawford e i suoi collaboratori (Bjork per le valvulopatie e Senning per i congeniti), attività a cui Dalla Volta diede vita successivamente a Padova.

A Città del Messico Dalla Volta apprese la lettura dell’elettrocardiogramma, che fu oggetto delle sue entusiasmanti lezioni a Padova, di cui conservo tutti gli appunti. Scoccò in quella sede la passione per le cardiopatie congenite, amore che ha trasmesso ai molti suoi allievi, delle quali aveva la capacità di fare diagnosi con incredibile talento, anche con il solo elettrocardiografo. L’incontro con l’embriologa Maria Vittoria de la Cruz fu una folgorazione. Nell’Istituto di Cardiologia di Città del Messico l’Università di Padova era di casa: nei murales dipinti da Diego Rivera su commissione del Direttore Ignazio Chavez, sono ritratti i grandi protagonisti della Storia del Cardiovascolare, fra cui proprio i patavini Vesalio, Harvey e Morgagni. Quell’Istituto era la Mecca per gli appassionati di cuore di tutto il mondo, fra i quali altri Italiani quali Federico Marsico ed Eligio Piccolo. Aveva frequentato l’Istituto anche un medico argentino dal nome Che Guevara, colui che insieme a Fidel Castro avrebbe rovesciato il regime di Battista a Cuba qualche anno dopo.

Dopo queste basilari esperienze all’estero spuntò nella mente di Sergio Dalla Volta un progetto di aggregazione multidisciplinare per diagnosi e cura delle malattie di cuore. Per tradizione centenaria, l’interesse cardiovascolare a Padova era rivolto alle cardiopatie strutturali che, grazie alla cardiochirurgia, erano diventate riparabili. Nacque così nel 1970 il Centro per le Cardiopatie Operabili, su intesa dei Direttori della Clinica Medica (prof. Gino Patrassi), Clinica Chirurgica (prof. Pier Giuseppe Cevese) e Clinica Pediatrica (prof. Franco Sartori). Fu una intuizione strategica, che rappresentò l’avvio di una collaborazione multidisciplinare, rivelatasi la chiave vincente dei successi della Scuola del prof. Dalla Volta culminata nel trapianto cardiaco. È doveroso che ricordiamo i nomi della squadra di quell’epoca, di cui lui era il “coach”: Giuseppe Fasoli, Raffaello Chioin, Paolo Stritoni, Andrea Nava, Francesco Maddalena, Luciano Schivazappa, Giuseppe Miraglia. Alcuni di loro purtroppo non sono più.

Con queste premesse, Dalla Volta ebbe un’idea “eretica”: affiancare alla Cardiologia, alla Cardiochirurgia e alla Cardiologia-Cardiochirurgia Pediatrica una competenza anatomopatologica, preludio di un Dipartimento di Scienze Cardiovascolari. Nacque così la figura del Cardiopatologo, di formazione cardiologica e professione anatomopatologica.

Padova è famosa nel mondo per la scoperta della cardiomiopatia aritmogena. Fu proprio il prof. Dalla Volta a descriverla per la prima volta nel 1960. Gli esponenti della sua Scuola di prima, seconda e terza generazione hanno continuato con la scoperta della familiarità e del gene malattia nonché della malignità con morte improvvisa nei giovani e negli atleti ed ora del riconoscimento tissutale mediante risonanza magnetica cardiaca.

Il 18 dicembre 2003, al momento della sua quiescenza con il titolo di Emerito, nel convegno dal titolo “La Scuola di Cardiologia dell’Università di Padova: Tributo al prof. Sergio Dalla Volta”, il prof. Dalla Volta tenne una memorabile lettura magistrale dal titolo “Origine, progressi e traguardi della Moderna Cardiologia all’Università di Padova”, un commiato e un legato al suo successore prof. Sabino Iliceto.

Infine un ricordo dell’impegno politico del prof. Dalla Volta, perché egli è stato anche un uomo del suo tempo. Fu Consigliere Regionale per il Partito Repubblicano nella Prima Legislatura del 1970. Presiedette la Commissione deputata a scegliere lo stemma e il gonfalone della Regione. La scelta cadde sull’antico gonfalone di San Marco, che la Repubblica Serenissima aveva assunto dal 900. “Sotto la protezione del Leone Alato – disse il prof. Dalla Volta nel suo intervento in Consiglio Regionale del 9 Aprile 1975 – il sistema politico avrebbe dato ai cittadini la sicurezza delle leggi e la tutela della libertà, simbolo in cui il Veneto poteva riconoscersi nell’Italia unita e indipendente”.

Della Repubblica Serenissima voglio anche ricordare la politica accademica nel Rinascimento: “Solo a uomini di dimostrata eccellenza nella loro professione viene affidato l’incarico dell’educazione dei giovani”. Questo è stato il prof. Sergio Dalla Volta, Maestro intelligente e libero.

Negli appunti delle sue lezioni ho trovato il disegno della spontanea depolarizzazione elettrica del nodo seno-atriale, l’orologio e segnapassi del nostro cuore. Ci insegnò che questa minuta struttura rappresenta il primum movens e l’ultimum moriens. È destino per noi tutti che questo orologio, prima o poi, si fermi. Addio, mio caro Professore.

Gaetano Thiene

Professore Emerito

Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari
e Sanità Pubblica

Università degli Studi di Padova
e-mail: gaetano.thiene@unipd.it