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Politerapia e deprescrizione in cardiologia

Marco Bobbio

RIASSUNTO: La buona pratica medica presuppone che si eviti la prescrizione di trattamenti e procedure diagnostiche inappropriate o ridondanti e, in seconda battuta, che si valuti periodicamente il piano terapeutico di ogni paziente, mettendo in atto procedure di deprescrizione, per ridurre il dosaggio o eliminare farmaci inutili. In letteratura è stato segnalato che nel corso degli anni aumenta il numero di farmaci per paziente e aumentano le segnalazioni degli eventi avversi provocati dalla politerapia. La prescrizione di molte medicine è dovuta alla coesistenza di patologie legate all’invecchiamento, ma è anche indotta dalle sollecitazioni dei produttori di farmaci, dall’abitudine di prescrivere un prodotto per contrastare gli effetti indesiderati di un altro, dalla suddivisione in specialità che induce il clinico a risolvere lo specifico problema a prescindere dal profilo terapeutico in corso e dall’applicazione acritica delle linee guida. Le raccomandazioni individuate dalle società scientifiche nel corso del progetto internazionale Choosing Wisely permettono di identificare le pratiche a rischio di inappropriatezza e alcuni programmi aiutano a valutare i rischi dell’associazione di varie molecole, tenendo in considerazione le interazioni farmacologiche, soprattutto nei soggetti anziani, secondo i criteri convalidati in letteratura. Anche nel caso di terapie cardiovascolari è stata dimostrata la sicurezza di ridurre e di abolire alcuni trattamenti, sotto stretto controllo medico, ottenendo documentati benefici per il paziente.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481