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Strategia invasiva precoce (<24 h) nelle sindromi coronariche acute senza sopraslivellamento del tratto ST ad alto rischio, ovvero quando le raccomandazioni delle linee guida dovrebbero essere contestualizzate

Silvia Zagnoni, Davide Bernucci, Filippo Maria Verardi, Laura Sofia Cardelli, Rodolfo Francesco Massafra, Roberto Verardi, Elisa Filippini, Cinzia D'Angelo, Marcello Galvani, Giuseppe Di Pasquale, Gianni Casella

RIASSUNTO: Nelle sindromi coronariche acute senza sopraslivellamento del tratto ST (SCA-NSTE) i vantaggi a breve e lungo termine di una strategia invasiva precoce sono noti. Meno chiaro è il momento ideale per eseguirla (entro 24 h, entro 72 h o, a seguito a test provocativo positivo per ischemia, durante la degenza). In particolare la raccomandazione di classe IA per la coronarografia <24 h nel paziente con SCA-NSTE ad alto rischio è controversa. Gli studi randomizzati e le metanalisi documentano effetti neutri sulla mortalità e vantaggi significativi solo su obiettivi secondari (principalmente le recidive ischemiche). Effetti favorevoli sugli eventi maggiori sono documentati solo dall’analisi di sottogruppi di un unico trial randomizzato (TIMACS) e di altri all’interno di alcune metanalisi. Risultati metodologicamente molto deboli, tali da dover stimolare nuovi studi randomizzati specifici, per sostenere le implicazioni organizzative che questa raccomandazione implica. Certamente tutti i pazienti con SCA-NSTE devono avere la possibilità di eseguire una coronarografia durante la degenza, ma cercando di contestualizzarne le indicazioni alcuni documenti di indirizzo regionali hanno suggerito che anche nei casi ad alto rischio il limite delle 24 h per la strategia invasiva non è tassativo, ma dovrebbe essere tarato sulla gravità clinica e calato nel contesto organizzativo, senza diventare un semplice automatismo.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481