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DOI 10.1714/563.6693 Scarica il PDF (67,8 kb)
G Ital Cardiol 2010;11(7):578-583



Un nuovo modello di screening cardiovascolare di opportunità: dalla donazione di sangue alla cardiologia preventiva. Primi risultati del programma Cardiorisk

Marcella Longo, Luigi Palmieri, Maurizio Marconi, Simona Giampaoli, Giovanna Cremonesi, Paolo Rebulla, Girolamo Sirchia

Razionale. Le malattie cardio-cerebrovascolari sono la principale causa di mortalità e di invalidità nei paesi industrializzati. Pertanto è necessario incrementare una politica di prevenzione primaria basata su strategie ben definite ed integrate. Le più recenti linee guida europee hanno ribadito l’importanza dell’utilizzo del calcolo del rischio globale assoluto come strumento per identificare i soggetti ad alto rischio, ma hanno anche rimarcato l’utilità di interventi sull’intera popolazione. Inoltre, hanno ricordato il concetto di screening opportunistico dei fattori di rischio cardio-cerebrovascolari.
Materiali e metodi. Da settembre 2004 a dicembre 2008, sono stati esaminati 13 619 donatori di sangue al fine di valutare il profilo di rischio utilizzando il punteggio di rischio globale assoluto del Progetto CUORE. I criteri di inclusione erano età compresa fra 35 e 69 anni, assenza di malattie cardiovascolari, digiuno da almeno 12h e il consenso informato. La popolazione è stata suddivisa in 5 sottogruppi in base al punteggio del rischio globale assoluto (<5%; 5-10%; 10-15%; ≥20%). I risultati sono stati analizzati in base all’età e al sesso.
Risultati. Il rischio medio nella popolazione è risultato di 2.9 ± 3 negli uomini e di 0.8 ± 1.04 nelle donne. Inoltre, lo stato di basso rischio si è mantenuto, a differenza della popolazione generale, anche nelle fasce di età più avanzate in entrambi i sessi. In particolare nei soggetti giovani e nelle donne nessuno ha raggiunto un punteggio di rischio >20%. La percentuale di soggetti ad alto rischio è risultata in aumento con l’età, variando da 0.5% nella fascia di età fra 50-59 anni al 4% nella fascia ≥60 anni.
Conclusioni. I nostri risultati dimostrano la fattibilità di un programma di prevenzione primaria delle malattie cardio-cerebrovascolari, in un nuovo contesto opportunistico, quello delle donazioni di sangue, non valutato in precedenza. La diffusione di questo tipo di programma rappresenta un valido strumento per identificare i soggetti ad alto rischio e per perseguire l’obiettivo di conservare nel tempo i fattori di rischio ad un livello favorevole.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481