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DOI 10.1714/630.7355 Scarica il PDF (102,3 kb)
G Ital Cardiol 2008;9(11):745-752



Come e quando impiegare la duplice antiaggregazione nel paziente in trattamento con anticoagulanti orali?

Andrea Rubboli, Giuseppe Di Pasquale

La terapia antitrombotica ottimale nei pazienti in terapia anticoagulante orale (TAO) sottoposti ad impianto di stent coronarico non è attualmente standardizzata. Nella presente rassegna viene esaminata l’evidenza disponibile e vengono formulate raccomandazioni per la gestione di questi pazienti.
La triplice terapia con TAO, aspirina e clopidogrel è la più efficace per prevenire la trombosi di stent e il tromboembolismo correlato alla condizione clinica per cui è indicata la TAO. Essa si associa tuttavia ad un rilevante rischio emorragico, per cui va somministrata in presenza di elevato rischio tromboembolico e per il più breve tempo possibile. Data la più rapida riendotelizzazione, gli stent metallici vanno generalmente preferiti, mentre il ricorso agli stent medicati deve essere limitato, ed assolutamente proscritto in presenza di rischio emorragico elevato. In tal caso è raccomandato l’impianto di stent metallici associato a 2 sole settimane di triplice terapia. La combinazione di TAO e aspirina presenta un’efficacia subottimale e non deve essere quindi utilizzata, mentre quella di TAO e clopidogrel, seppur attualmente non supportata da dati consistenti, sembra possedere un profilo di sicurezza ed efficacia non dissimile da altre combinazioni.
Le raccomandazioni formulate derivano da piccole casistiche non controllate ed esaminate retrospettivamente. Pertanto, studi prospettici di ampie dimensioni sono necessari per determinare il trattamento antitrombotico ottimale in questa popolazione.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481