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DOI 10.1714/683.7937 Scarica il PDF (122,5 kb)
G Ital Cardiol 2007;8(8):519-526



Il progetto "Fondazione Don Carlo Gnocchi - Dipartimento Cardiochirurgico De Gasperis - Regione Lombardia" per la cura di bambini cardiopatici provenienti da paesi esteri a basso livello assistenziale

Maurizio Ferratini, Stefano Marianeschi, Ettore Vitali, Fiore Iorio, Andrea Moraschi, Antonio Pezzano, Luigi Mauri, Saverio Lorini, Roberto Rambaldi, Carlo Alberto Tersalvi, Marilena Pesaresi, Arketa Pllumi, Francesco Santoro

Razionale. Nell’anno 2001 l’U.O. di Cardiologia Riabilitativa del Centro IRCCS S. Maria Nascente, l’Area Solidarietà Internazionale della Fondazione Don Carlo Gnocchi hanno avviato, grazie all’intervento del Fondo Sanitario Regionale della regione Lombardia, con il Dipartimento Cardiochirurgico del Centro “De Gasperis” dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano un progetto di selezione e cura di piccoli pazienti affetti da cardiopatie di interesse chirurgico residenti in paesi a basso livello assistenziale.
Materiali e metodi. Dall’ottobre 2001 al novembre 2006 sono stati selezionati 32 pazienti (25 provenienti dallo Zimbabwe, 7 dall’Albania); 22 affetti da cardiopatia valvolare in classe NYHA III-IV e 10 da cardiopatia congenita. Tutti i pazienti sono stati operati in Italia con successo. I pazienti, dopo l’intervento chirurgico, sono stati riabilitati in regime degenziale e in seguito affidati temporaneamente a famiglie per circa 3 mesi. Nel lavoro vengono discusse le principali problematiche incontrate nella selezione, nell’indicazione chirurgica (con particolare riguardo alla scelta nei pazienti valvolari circa il tipo di protesi), nella gestione postoperatoria.
Risultati. La sopravvivenza a 21 mesi è stata del 93% (2 pazienti sono deceduti durante il follow-up). In 3 pazienti sottoposti ad impianto di protesi biologica in sede mitralica si è evidenziato un rapido deterioramento della valvola; 2 pazienti sottoposti a riparazione mitralica sono stati rioperati di sostituzione valvolare.
Conclusioni. Le ottime prestazioni delle protesi meccaniche a distanza sono risultate a spese di un regime di scoagulazione difficile da perseguire nei paesi a basso livello assistenziale.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481