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DOI 10.1714/693.7981 Scarica il PDF (140,6 kb)
G Ital Cardiol 2006;7(2):136-144



Procedure interventistiche coronariche percutanee in pazienti anziani: indicazioni cliniche e terapie farmacologiche concomitanti. Lo studio Italian Drug Evaluation in Angioplasty (IDEA)

Irene Bossi, Emanuela Piccaluga, Melania Scatturin, Nicola Corvaja, Giampaolo Pasquetto, Luigi Steffanon, Rainer Oberhollenzer, Paola Colombo, Leonardo Bolognese, Stefano Savonitto, Investigatori dello Studio IDEA

Razionale. In assenza di linee guida specifiche per le indicazioni cliniche a procedure interventistiche coronariche percutanee (PCI) e per la terapia antitrombotica periprocedurale nei pazienti anziani, si ritiene venga riservato loro un atteggiamento più conservativo. Tuttavia le informazioni sulla reale pratica clinica sono limitate. Scopo dello studio è stato descrivere le strategie terapeutiche registrate nello studio Italian Drug Evaluation in Angioplasty (IDEA) utilizzate nei pazienti anziani.
Materiali e metodi. Lo studio IDEA è un registro condotto in 79 laboratori di cardiologia interventistica (41% dei Centri italiani) tra il 15 ed il 29 settembre 2003.
Risultati. Dei 1517 pazienti consecutivi trattati con PCI, 491 (32%) avevano un’età ≥70 anni. Rispetto ai soggetti di età inferiore, questi pazienti erano meno frequentemente di sesso maschile (67 vs 83%), presentando più frequentemente (p < 0.001) insufficienza renale (10.4 vs 4.4%), vasculopatia periferica (18 vs 6.9%), pregressi accidenti cerebrovascolari (7.3 vs 3.3%), esiti di rivascolarizzazione coronarica chirurgica (15 vs 7.5%) e coronaropatia multivasale (61 vs 49%). Nei pazienti >/=70 anni, l’indicazione più frequente a procedure interventistiche è risultata la sindrome coronarica acuta (54 vs 49% in quelli < 70 anni, p = 0.05). Globalmente lo stent è stato utilizzato nell’89% dei casi senza differenze correlate all’età. Gli stent medicati sono stati utilizzati nel 21% nei pazienti con età ≥70 anni e nel 22% dei pazienti con età < 70 anni. L’impiego di antiglicoproteina IIb/IIIa nelle sindromi coronariche acute non era correlato all’età; tuttavia un minor utilizzo di questi farmaci nei pazienti anziani è stato osservato durante angioplastica primaria in corso di infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST (48 vs 72%, p = 0.001). La mortalità intraospedaliera è risultata maggiore nei pazienti con età ≥70 anni (2.9 vs 0.9%, p = 0.004), in particolare nei pazienti trattati per sindrome coronarica acuta (5.5 vs 1.4%, p = 0.002). Nei pazienti anziani si sono inoltre osservate più frequentemente complicanze emorragiche (7.1 vs 3.9%, p < 0.001) e scompenso cardiaco (5.5 vs 1.6%, p = 0.004).
Conclusioni. I pazienti anziani arruolati nel registro IDEA presentano un profilo di rischio più elevato e una maggiore mortalità- morbilità intraospedaliera. Con l’eccezione di un minore impiego di inibitori del recettore della glicoproteina IIb/IIIa nell’infarto miocardico acuto, non si sono osservate discriminazioni in termini di indicazioni cliniche, utilizzo di farmaci antitrombotici e impiego di stent medicati nei pazienti anziani.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481