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DOI 10.1714/696.8001 Scarica il PDF (87,7 kb)
G Ital Cardiol 2006;7(7):487-497



Attività fisica lavorativa e nel tempo libero: come si è modificata nella popolazione italiana?

Michela Trojani, Luigi Palmieri, Diego Vanuzzo, Chiara Donfrancesco, Salvatore Panico, Lorenza Pilotto, Francesco Dima, Cinzia Lo Noce, Patrizia De Sanctis Caiola, Pantaleo Giannuzzi, Simona Giampaoli, a nome del Gruppo di Ricerca dell'Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare

Background. Negli ultimi decenni è stato osservato un cambiamento nelle abitudini dell’attività fisica svolta dagli italiani. Obiettivo dell’analisi è quello di valutare la modificazione del livello di attività fisica lavorativa e nel tempo libero, la sua associazione con i fattori di rischio cardiovascolare e la variazione del profilo di rischio cardiovascolare nella popolazione italiana a 20 anni di distanza.
Materiali e metodi. In due popolazioni di età 35-69 anni (MATISS 1984-87: 2041 uomini, 2424 donne; OEC 1998-2002: 4214 uomini, 4206 donne) sono stati confrontati i livelli di attività fisica lavorativa (AFL-sedentaria, AFL-moderata, AFL-pesante) e di attività fisica nel tempo libero (AFTL-inattività, AFTL- moderata, AFTL-elevata) nei due generi. L’associazione tra attività fisica e condizioni di rischio cardiovascolare è stata stimata nei due campioni attraverso modelli di regressione logistica aggiustati per età, livello di istruzione e altri possibili confondenti separatamente per uomini e donne. È stato valutato nei due periodi e nei diversi livelli di attività fisica il rischio cardiovascolare a 10 anni attraverso l’applicazione della funzione di rischio del Progetto CUORE.
Risultati. Dal confronto dei due studi risulta aumentata in modo significativo la prevalenza di AFL-sedentaria, mentre è diminuita la prevalenza di AFTL-inattività. All’aumentare dell’AFTL diminuisce la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e la glicemia mentre aumenta la colesterolemia legata alle proteine ad alta densità con un effetto favorevole verso l’obesità, l’abitudine al fumo e il rischio cardiovascolare.
Conclusioni. Negli ultimi 20 anni l’attività fisica sembra essersi modificata: maggiore importanza ha assunto nei due generi l’AFTL, mentre l’AFL è diminuita. Le persone più attive hanno livelli migliori della maggior parte dei fattori di rischio cardiovascolare. Sono necessarie politiche sociali per aumentare il livello di attività fisica nella popolazione.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481