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DOI 10.1714/699.8029 Scarica il PDF (68,8 kb)
G Ital Cardiol 2006;7(5):359-364



La valutazione del rischio cardiovascolare globale assoluto: confronto tra carta e punteggio del Progetto CUORE

Simona Giampaoli, Luigi Palmieri, Chiara Donfrancesco, Salvatore Panico, Lorenza Pilotto, Antonio Addis, Alessandro Boccanelli, Giuseppe Di Pasquale, Ovidio Brignoli, Alessandro Filippi, Diego Vanuzzo, a nome del Gruppo di Ricerca dell'Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare

Razionale. Recentemente sono state introdotte in Italia le carte per la valutazione del rischio cardiovascolare globale assoluto e il punteggio individuale costruiti attraverso funzioni messe a punto con gli studi longitudinali del Progetto CUORE. Poiché analiticamente i due strumenti differiscono per l’età coperta e per alcuni fattori considerati, lo studio ha come scopo quello di valutarne le differenze in termini di classificazione del rischio cardiovascolare globale assoluto.
Materiali e metodi. Al fine di misurare le discrepanze tra i due metodi su un campione di soggetti differente da quello utilizzato per la stime delle rispettive funzioni, è stato utilizzato un campione formato da 6508 persone di età compresa tra 40 e 69 anni, senza manifestazioni cliniche dell’aterosclerosi, arruolate nell’ambito dell’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare. Sono state calcolate le distribuzioni di frequenza per classi di rischio cardiovascolare a 10 anni (< 5%, 5-9%, 10-14%, 15-19%, 20-29%, >/=30%) utilizzando sia le carte sia il punteggio individuale. Come misura dell’accordo tra i due strumenti è stato utilizzato il coefficiente kappa di Cohen pesato secondo Cicchetti e Allison (kpesato).
Risultati. Il grado di accordo tra le due classificazioni risulta kpesato = 0.71 (p < 0.0001) con intervallo di confidenza 95% 0.70-0.72. Dal punto di vista della rimborsabilità dei farmaci ipolipidemizzanti, prendendo come riferimento la soglia di rischio del 20% indicata dalla Nota 13 dell’Agenzia Italiana del Farmaco ed escludendo dal calcolo i soggetti per i quali la rimborsabilità non dipende dalla stima del rischio cardiovascolare effettuata con carta o punteggio, le discrepanze riscontrate risultano pari al 2.6% del campione, di cui l’1.4% con rischio cardiovascolare < 20% secondo la carta e ≥20% secondo il punteggio, e l’1.2% con discrepanza opposta.
Conclusioni. La differenza di classificazione tra le carte e il punteggio individuale non è elevata. L’aggiornamento delle funzioni predittive utilizzate per la realizzazione dei due strumenti attraverso l’arruolamento di nuove coorti potrà migliorarne l’accordo in termini di valutazione del singolo individuo, includendo fasce di età superiore e rispecchiando stili di vita più vicini a quelli della popolazione attuale.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481