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G Ital Cardiol 2005;6(3):145-156



Stent a rilascio di farmaco: dai risultati degli studi clinici ai modelli di impatto economico-sanitario nella realtà italiana

Giuseppe Sangiorgi, Peppa Rodamni, Flavio Airoldi, Antonio Colombo

Numerosi studi con stent medicati (DES) hanno mostrato una significativa riduzione nell’incidenza di restenosi in comparazione con gli stent metallici tradizionali (BMS). Sebbene i benefici clinici del DES sono sempre più evidenti, sono stati sollevati numerosi dubbi sull’aumento dei costi legato al loro utilizzo estensivo. Nella presente rassegna abbiamo proposto un modello economico decisionale interattivo per confrontare il costo medio iniziale e di follow-up del trattamento alternativo con BMS, DES ed intervento chirurgico (bypass aortocoronarico-CABG), applicabile al Sistema Sanitario Nazionale (SSN), considerando il differente rimborso che le singole regioni applicano per il DES e per le procedure di angioplastica (PTCA) e di CABG. L’obiettivo di questo modello è stato quello di simulare l’impatto dell’introduzione del DES nel caso di un rimborso potenzialmente completo da parte del SSN. Si è ipotizzato un uso di 1.4 stent per paziente nella procedura standard e di 2.4 stent in caso di patologia multivasale. Per il calcolo del costo delle procedure di reintervento ci si è avvalsi del tasso di rivascolarizzazione e della ripartizione delle modalità di reintervento indicati nell’ultimo studio clinico TAXUS IV; per quello del costo del CABG invece ci si è attenuti allo studio ARTS-I. Dai risultati è emerso come rispetto alla procedura con BMS il costo medio di quella con lo stent medicato al paclitaxel (PES) è > 6% (€ 8125 vs € 7651); tale percentuale è ridimensionata in caso di pazienti ad alto rischio di restenosi (+4% per diabetici, +2% per lesioni lunghe e nel caso dei piccoli vasi si ha un risparmio del 3%). Inoltre, nel caso di migrazione da CABG a PTCA il costo-efficacia del PES a 12 mesi risulterebbe ridotto del 30% (€ 10 170 in caso di PTCA con PES vs € 14 584 in caso di CABG). Questa rassegna suggerisce che ipotizzando una conversione totale del 60% delle procedure di rivascolarizzazione a DES e del 15% di CABG a PTCA, il SSN può arrivare ad un risparmio di circa il 2.1% del costo totale pari a circa € 18.60 milioni.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481