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G Ital Cardiol 2005;6(3):165-171



La telecardiologia nella gestione dell'infarto miocardico acuto: l'esperienza della rete provinciale di Mantova

Roberto Zanini, Michele Romano, Francesca Buffoli, Corrado Lettieri, Nicola Baccaglioni, Giorgio Schiavone, Marco Aroldi, Luca Tomasi, Helène Kuwornu, Antonio Izzo

Razionale. Dal giugno 2001 abbiamo attivato un piano per il trattamento dell’infarto miocardico acuto, basato sulla stratificazione del rischio, sul collegamento telematico fra i punti chiave della catena di cura e sull’ottimizzazione dei percorsi extra e intraospedalieri. In questo lavoro noi sottolineiamo il contributo della telemedicina nel ridurre i tempi di trattamento farmacologico preospedaliero e di ricanalizzazione meccanica in una rete provinciale.
Materiali e metodi. Mantova, provincia della Lombardia orientale, ha una sola azienda ospedaliera con un ospedale di IV livello, due di II livello, due di I livello e due di riabilitazione. I mezzi di soccorso territoriale 24/24 ore sono 17: 6 con rianimazione cardiopolmonare avanzata (ALS) e 11 con rianimazione cardiopolmonare di base (BLS) di cui 2 con infermiere professionale a bordo. Su ogni ambulanza ALS è installato un monitor LIFEPAK 12 con cardiodefibrillatore semiautomatico per trasmissione via GSM di ECG a 12 derivazioni.
Risultati. In 3 anni di attività sono stati sottoposti ad angioplastica coronarica (PTCA) primaria 340 pazienti con infarto miocardico acuto. Duecentoquarantotto (73%) si sono recati al Pronto Soccorso dell’ospedale più vicino con mezzi propri o con l’ambulanza non medicalizzata (gruppo A), mentre 92 pazienti (27%) sono stati soccorsi dall’ambulanza ALS medicalizzata del 118 e trasportati direttamente al Laboratorio di Emodinamica dopo aver trasmesso il tracciato ECG in Unità di Terapia Intensiva Coronarica (gruppo B). Il ritardo decisionale è stato di 144 ± 65 min nei pazienti transitati dal Pronto Soccorso (gruppo A) e di 74 ± 37 min nei pazienti soccorsi dall’ambulanza ALS (gruppo B). Il “door-to-balloon” medio è stato di 76 ± 26 min nel gruppo A e 47 ± 21 min nel gruppo B. Il successo procedurale, un flusso TIMI 3, è stato elevato in entrambi i gruppi. La mortalità intraospedaliera è stata complessivamente del 6.8 e 5.4%, rispettivamente nel gruppo A e B.
Conclusioni. I nostri dati evidenziano come il ricorso all’ALS del 118 si correli a un ridotto tempo decisionale, come la trasmissione dell’ECG e dei parametri clinici permetta una rapida e sicura diagnosi di infarto miocardico acuto e consenta un minore “door-to-balloon” ed un più breve tempo di intervento complessivo in grado di influenzare positivamente la mortalità.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481