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G Ital Cardiol 2005;6(6):335-340



Trattamento "pill-in-the-pocket" al di fuori dell'ospedale nei pazienti con fibrillazione atriale ricorrente: aspetti pratici

Paolo Alboni, Giovanni L. Botto, Nicola Baldi

Nei pazienti con accessi di fibrillazione atriale (FA) non molto frequenti, fortemente sintomatici per cardiopalmo, ben tollerati emodinamicamente ma sufficientemente prolungati da richiedere il ricorso al Pronto Soccorso (PS), il trattamento più adeguato appare quello tipo “pill-in-the-pocket”, cioè l’assunzione al di fuori dell’ospedale di un farmaco antiaritmico solo in caso di accesso tachiaritmico.
In diversi studi condotti “in ospedale” è emersa una buona efficacia della flecainide e del propafenone, somministrati come carico orale, nell’interruzione della FA di recente insorgenza, unitamente ad una bassa incidenza di effetti collaterali.
È stato condotto recentemente uno studio italiano multicentrico nel quale sono state indagate l’efficacia e la sicurezza della flecainide e del propafenone nell’interruzione della FA di recente insorgenza “al di fuori dell’ospedale”. Il carico orale di tali farmaci è stato testato la prima volta in ospedale (PS o reparto); se si dimostrava efficace (interruzione < 6 ore senza rilevanti effetti collaterali) veniva poi prescritto alla dimissione. Sono stati trattati in ospedale 268 pazienti senza o con solo lieve cardiopatia e il 21% di questi sono stati esclusi per inefficacia del farmaco o per comparsa di effetti collaterali. Durante un follow-up medio di 15 mesi, il 94% degli episodi tachiaritmici è stato interrotto dal carico orale di flecainide o propafenone in un tempo medio di circa 2 ore. Effetti collaterali sono stati segnalati dal 7% dei pazienti, incluso un episodio di flutter atriale a conduzione atrioventricolare 1:1. Durante il follow- up il numero di ricorsi al PS e dei ricoveri ospedalieri è diminuito del 90% rispetto all’anno precedente.
Questi risultati mostrano che in una popolazione di pazienti con FA ricorrente, selezionati su base clinica e sui risultati di un trattamento ospedaliero, l’approccio “pill-in-the-pocket” è efficace e sicuro, data la buona compliance dei pazienti, la bassa incidenza di effetti collaterali e la drastica riduzione dei ricorsi al PS. Vengono dati consigli pratici sull’utilizzo di questo tipo di trattamento.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481