Area Abbonati
LoginPassword
 Scarica il PDF (270,4 kb)
G Ital Cardiol 2005;6(6):341-353



Lipoproteine ad alta densità: il "nuovo" target della medicina cardiovascolare

Tiziana Sampietro, Federico Bigazzi, Beatrice Dal Pino, Mariarita Puntoni, Alberto Bionda

Ricerche sperimentali, cliniche ed epidemiologiche hanno dimostrato in modo incontestabile la relazione causale tra ridotte concentrazioni plasmatiche di lipoproteine ad alta densità (HDL) e la patologia cardiovascolare su base aterosclerotica. Basse HDL si ritrovano in circa il 10% della popolazione generale e rappresentano la dislipidemia più frequente in pazienti coronaropatici.
Concentrazioni ridotte di HDL sarebbero incapaci di eliminare efficacemente il colesterolo in eccesso a livello della parete vascolare, contribuendo così in modo determinante all’avvio di quella risposta infiammatoria che caratterizza la patogenesi dell’aterosclerosi sin dalle sue fasi iniziali. I risultati di numerosi studi lasciano ragionevolmente supporre che le HDL siano in grado di esplicare, anche direttamente, azioni antinfiammatorie modulando l’espressione di numerose proteine della fase acuta.
Benché i presidi terapeutici oggi disponibili per l’innalzamento dei livelli di HDL mostrino ancora un’efficacia modesta, in campo sperimentale e pre-clinico, gli esiti di indagini genetiche ed interventi farmacologici mirati hanno dato esito più che incoraggiante, facendo intravedere la possibilità concreta di curare questa patologia sin dai prossimi anni.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481