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G Ital Cardiol 2005;6(6):375-381



Complessità dei disturbi psicologici osservabili dopo rivascolarizzazione miocardica chirurgica in soggetti di sesso maschile

Mariaconsuelo Valentini, Rosa Spezzaferri, Gabriella Brambilla, Monica Tavanelli, Maria Sangiuliano, Giorgio Majorino, Vittorio Racca, Maurizio Ferratini

Razionale. Disturbi psicologici quali ansia, depressione, stress post-traumatico sono frequentemente associati alla malattia coronarica e, in alcuni studi, rivestono un ruolo prognostico dopo un evento cardiaco. Nonostante i disturbi psicologici, che insorgono dopo bypass aortocoronarico (BPAC), possano compromettere il risultato dell’intervento stesso e della terapia riabilitativa, la loro natura, complessità e i determinanti clinico-strumentali non sono stati ancora del tutto chiariti. Scopo di questo studio è di definire, in maschi affetti da cardiopatia ischemica, la prevalenza e la complessità dei disturbi psicologici osservabili precocemente dopo BPAC, e di individuare le caratteristiche di questi soggetti e della loro malattia in grado di predirne l’occorrenza.
Materiali e metodi. Centodiciotto maschi senza precedenti psicopatologici, consecutivamente ricoverati dopo BPAC presso la nostra U.O. di Cardiologia Riabilitativa tra settembre 2002 e settembre 2003, sono stati sottoposti a 11 ± 2 giorni, dopo BPAC, ad un’approfondita valutazione psicometrica attraverso i test del Minnesota Multiphasic Personality Inventory-2, Cognitive Behavioral Assessment.2 e Hamilton. La valutazione cardiologica comprendeva la definizione di fattori di rischio coronarico, classe funzionale NYHA, storia di cardiopatia ischemica, terapia medica, numero di BPAC, ed eco color Doppler.
Risultati. Età 63.7 ± 8.1 anni; frazione di eiezione 54.6 ± 10.3%; 92.4% dei pazienti in classe NYHA I, 7.6% in classe NYHA II e III; numero di BPAC: uno nell’11%, due nel 23.7%, tre nel 39.8%, quattro nel 21.8% e cinque nel 4.2% dei pazienti; durata della malattia coronarica 64 ± 85 mesi, della degenza 31.3 ± 8 giorni. Indicatore oltre il cut-off clinico per depressione nel 16-39.8% dei pazienti, ansia di stato nel 27.1%, traumatizzazione nel 16.1%, personalità di tipo A 16.1%. I soggetti oltre il cut-off clinico per depressione, ansia, traumatizzazione non differivano dai soggetti sotto il cut-off per caratteristiche clinico-strumentali. Età, frazione di eiezione, numero di fattori di rischio, durata della cardiopatia ischemica, numero di BPAC, durata dell’ospedalizzazione non mostravano un ruolo predittivo nei confronti di depressione, ansia e traumatizzazione. Le alterazioni delle principali scale psicometriche erano frequentemente associate negli stessi soggetti.
Conclusioni. I disturbi psicologici nei maschi cardiopatici sottoposti a recente rivascolarizzazione coronarica per via chirurgica sono estremamente frequenti, spesso associati, e indipendenti dalle caratteristiche dei soggetti e dalla loro cardiopatia.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481