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G Ital Cardiol 2005;6(8):489-497



La gestione della fase iperacuta dell'infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST nella Regione Lombardia (GestIMA)

Luigi Oltrona Visconti, Antonio Mafrici, Maurizio Marzegalli, Cesare Fiorentini, Roberto Pirola, Antonio Vincenti, a nome dei Partecipanti allo Studio GestIMA e della Sezione Regionale Lombarda ANMCO e SIC

Razionale. I recenti studi osservazionali che hanno indagato la gestione delle prime ore dell’infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST hanno messo in rilievo una serie di problematiche inerenti alla gestione della fase preospedaliera, i criteri di scelta dell’angioplastica primaria, il trasferimento dei pazienti tra ospedali. Il GestIMA è un’indagine prospettica condotta dalle Sezioni Lombarde dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) e della Società Italiana di Cardiologia (SIC) per valutare la gestione della fase iperacuta dell’infarto miocardico.
Materiali e metodi. Nel periodo 15 ottobre-14 novembre 2003 sono stati arruolati i pazienti consecutivi ricoverati con infarto miocardico acuto nelle Divisioni di Cardiologia dotate di unità coronarica di 60 ospedali della Lombardia.
Risultati. Dei 612 pazienti entrati nello studio (età mediana 67 anni, range interquartile 56-76 anni, 68% maschi, 43% con infarto miocardico anteriore), il 43% è stato trasportato in ospedale dal Servizio 118, nel 20% è stato registrato un ECG prima dell’arrivo in ospedale (il 47% refertato), l’1.5% è stato trattato con trombolisi e l’1.0% con inibitore delle glicoproteine IIb/IIIa prima del ricovero. Il 68% dei pazienti ha ricevuto un trattamento riperfusivo: 43% angioplastica primaria (6% facilitata), 25% trombolisi (il 18% di questi è stato sottoposto ad angioplastica di salvataggio). L’angioplastica primaria è stata utilizzata prevalentemente nei pazienti più giovani ed è stata eseguita negli ospedali che possedevano un laboratorio per procedure interventistiche. Nella fase iperacuta dell’infarto il 10% dei pazienti è giunto in unità coronarica proveniente da 39 ospedali “periferici” senza unità coronarica, il 21% ha effettuato un trasferimento interospedaliero secondario (tra ospedali con unità coronarica) (47% dei casi per angioplastica primaria).
Conclusioni. In Lombardia, ove nel 2003 una quota elevata di pazienti con infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST è stata trattata con angioplastica primaria, deve essere incrementato il ricorso al Servizio 118 e l’utilizzo della teletrasmissione dell’ECG, devono essere implementati la terapia preospedaliera, il triage primario per identificare i pazienti da avviare ad angioplastica primaria e l’organizzazione del loro eventuale trasporto secondario.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481