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G Ital Cardiol 2005;6(12 Suppl. 7):14S-23S



Razionale, peculiarità e disegno dello studio PREAMI (Perindopril and Remodelling in the Elderly with Acute Myocardial Infarction)

Giulia Magrini, Gian Luigi Nicolosi, Massimo Chiariello, Roberto Ferrari, Pim Remme, Luigi Tavazzi

Gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE-inibitori) riducono mortalità e morbilità nei pazienti con scompenso cardiaco e/o disfunzione ventricolare sinistra (come terapia a lungo termine) e in quelli con infarto miocardico acuto (IMA), specie in presenza di scompenso cardiaco e/o di disfunzione ventricolare sinistra (come terapia a breve termine). Possiedono inoltre un ruolo preventivo nei pazienti coronaropatici e/o ad alto rischio cardiovascolare. I dati sul ruolo degli ACE-inibitori negli anziani con IMA e funzione ventricolare sinistra conservata sono scarsi, ma appaiono rilevanti in considerazione dell’età mediana dei pazienti con IMA e scompenso cardiaco, dell’elevato rischio nei pazienti anziani di morte, scompenso cardiaco e rimodellamento ventricolare sinistro dopo IMA e, infine, del progressivo invecchiamento della popolazione. Lo studio multicentrico e multinazionale (coinvolgente 109 centri in cinque paesi europei), in doppio cieco, randomizzato verso placebo, in parallelo PREAMI (Perindopril and Remodelling in the Elderly with Acute Myocardial Infarction) ha valutato gli effetti del trattamento con l’ACE-inibitore perindopril nei pazienti anziani (età >/=65 anni) con IMA e funzione ventricolare sinistra conservata o solo lievemente ridotta (frazione di eiezione >/=40%). L’endpoint primario combinato era morte, ospedalizzazione per scompenso cardiaco e rimodellamento ventricolare sinistro (valutato come aumento del volume telediastolico ventricolare sinistro >/=8%). Gli endpoint secondari includevano gli endpoint primari considerati separatamente, la morte per cause cardiovascolari, l’ospedalizzazione per reinfarto o angina e l’incidenza di rivascolarizzazione miocardica chirurgica o percutanea. Lo studio ha arruolato 1252 pazienti di età media pari a 73 anni con IMA, trattato secondo le modalità usuali raccomandate (antitrombotici, betabloccanti, ACE-inibitori). A distanza di 11 ± 4 giorni dall’infarto, i pazienti sono stati randomizzati a terapia con perindopril (4 mg/die per il primo mese e 8 mg/die per i restanti 11 mesi) o placebo, in aggiunta alla terapia convenzionale raccomandata. Il trial prevedeva periodiche valutazioni cliniche comprensive, in tempi prestabiliti, di ecocardiogramma (per lo studio del rimodellamento ventricolare sinistro), di monitoraggio elettrocardiografico secondo Holter (per la valutazione aritmica e della variabilità della frequenza cardiaca) e di esami bioumorali (per la valutazione della sicurezza). L’aggiornamento del razionale, l’analisi delle peculiarità e la descrizione del disegno dello studio PREAMI sono gli obiettivi del testo.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481