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G Ital Cardiol 2004;5(5):366-375



Gli effetti dell'implementazione delle linee guida sullo scompenso cardiaco nella provincia di Pordenone: valutazione dei risultati mediante utilizzo delle banche dati del sistema informativo sanitario regionale

Rita Piazza, Antonella Franzo, Siro Carniello, Bruno Ponga, Daniela Pavan, Ernesto Preo, Camillo Giulio De Gregorio, Nicola Delli Quadri, Anna Furlan, Lucio Bomben, Enzo Hrovatin, Francesco Antonini-Canterin, Gian Luigi Nicolosi

Razionale. L’obiettivo di questo studio è stato valutare l’impatto dell’implementazione delle linee guida sullo scompenso cardiaco nella provincia di Pordenone, utilizzando i dati del sistema informativo sanitario regionale.
Materiali e metodi. Abbiamo creato il registro provinciale dei pazienti ricoverati per scompenso cardiaco residenti nella provincia di Pordenone ed abbiamo definito alcuni indicatori utili per valutare l’utilizzo dell’ospedale, l’impiego corretto degli strumenti diagnostici, l’uso appropriato dei farmaci, la mortalità intraospedaliera, entro 6 mesi ed entro 1 anno dalla dimissione.
Risultati. Al 31 dicembre 2002 risultano risiedere nella provincia di Pordenone 2977 persone affette da scompenso cardiaco documentato da una diagnosi ospedaliera (10.4 per 1000 abitanti). I ricoveri ripetuti entro l’anno oscillavano intorno al 20%. La durata media della degenza risultava in tendenziale declino, passando da 11.1 giorni nel 2000 a 10.3 giorni nel 2002. La mortalità intraospedaliera oscillava intorno al 16-17%. Molto elevata, anche in considerazione dell’età avanzata dei pazienti (79 anni), era la mortalità cumulativa entro 6 mesi (33.2%) e ad 1 anno (41.0%) dalla dimissione. La percentuale di pazienti che ha effettuato un esame ecocardiografico ambulatoriale durante l’anno precedente è cresciuta dal 5.7% nel 2000 al 13.1% nel 2002. Per quanto riguarda la terapia farmacologica, si rilevava l’incremento dal 2000 al 2002 della percentuale di pazienti in terapia con ACE-inibitori (da 44.6 a 50.2%), sartani (da 8.2 a 11.7%), betabloccanti (da 11.7 a 16.7%) e diuretici (da 66.4 a 68.5%). Si osservava inoltre una lieve riduzione della percentuale di pazienti in terapia con digitalici (da 35.0 a 33.8%) e con calcioantagonisti (da 22.4 a 20.9%).
Conclusioni. I risultati di questo studio dimostrano che è possibile elaborare alcuni indicatori utili a valutare i risultati dell’implementazione delle linee guida utilizzando i sistemi informativi disponibili. L’obiettivo finale è di coinvolgere tutti coloro che concorrono alla gestione del paziente con scompenso cardiaco, in primis i medici di medicina generale.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481