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G Ital Cardiol 2003;4(8):658-671



Studio osservazionale sulla salute cardiologica di una popolazione giovane della provincia di Roma: il progetto SEOT-Urbe

Massimo Santini, Marco Galeazzi, Gianfranco Nicolini, Antonio Calicchia, Domenico Quadrelli, Luigi Pagnanelli

Razionale. Nonostante siano noti studi osservazionali clinici su numerose popolazioni, le informazioni relative ai profili di rischio cardiovascolare e alle abitudini di vita di giovani italiani sono frammentarie.
Materiali e metodi. Un gruppo di medici di famiglia della provincia di Roma ha visitato una popolazione di individui di età compresa tra 20 e 50 anni, senza storia di cardiopatia ischemica, analizzando la prevalenza di alcuni tra i più comuni fattori di rischio cardiovascolare, le abitudini di vita della popolazione in esame e il profilo dei controlli medici e strumentali eseguiti.
Risultati. Sono stati studiati 5581 individui (2795 maschi, 2786 femmine, età media 36 ± 8 anni), in tre aree della provincia di Roma: una cittadina, una rurale ed una marittima; 4825 individui (76.5%) risultano portatori di almeno un fattore di rischio cardiovascolare, mentre 549 (9.8%) ne riferiscono più di tre. Il fattore di rischio maggiormente diffuso è l’inattività fisica (63.1%), e la sua prevalenza si mantiene alta indipendentemente da sesso e localizzazione geografica; 2774 individui (49.7%) eseguono controlli periodici, prevalentemente attraverso visite eseguite dal proprio medico di base. Sintomi come palpitazioni o dispnea sono presenti in 288 individui (5.2%). Una terapia cardiologica viene seguita più frequentemente di quella non cardiologica (13.3 vs 3.7%). Una bassa percentuale di esami cardiologici strumentali (elettrocardiogramma, ecocardiogramma, elettrocardiogramma sotto sforzo) è caratterizzata da un risultato patologico. Non è stato possibile individuare differenze rilevanti fra gli abitanti delle tre zone di appartenenza in termini di stile di vita e profilo di rischio cardiovascolare.
Conclusioni. A dispetto della giovane età della popolazione in esame, una significativa percentuale di individui risulta portatore di uno o più fattori di rischio cardiovascolare e conduce uno stile di vita potenzialmente dannoso. Un programma di prevenzione primaria favorirebbe la riduzione di tale profilo di rischio e, in definitiva, la riduzione dell’incidenza futura di eventi coronarici.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481