Area Abbonati
LoginPassword
 Scarica il PDF (108,4 kb)
G Ital Cardiol 2002;3(3):319-330



Rapporti tra cardiologia e cardiochirurgia in un centro non dotato di cardiochirurgia: una proposta organizzativa nelle sindromi coronariche

Gianni Casella, Pier Camillo Pavesi, Pietro Sangiorgio, Andrea Rubboli, Giampiero Nobile, Giovanni Gordini, Angelo Pierangeli, Daniele Bracchetti

Un moderno reparto di cardiologia ha rapporti estremamente frequenti con la cardiochirurgia sia per la gestione delle sindromi coronariche acute che per i pazienti coronaropatici elettivi. Questa esigenza è resa impellente dall’evidente utilità di sottoporre numerosi pazienti ad una rivascolarizzazione miocardica rapida e dalla necessità di utilizzare in modo appropriato le limitate risorse chirurgiche disponibili. Pertanto ogni cardiologia deve formalizzare i propri rapporti con la cardiochirurgia in tre momenti fondamentali della sua attività rappresentati da: 1) supporto all’angioplastica coronarica (PTCA), quando questa venga effettuata; 2) trattamento del paziente instabile degente in unità di terapia intensiva coronarica o reparto; 3) trattamento dei soggetti stabili, sottoposti ad angiografia elettiva.
Il ruolo della cardiochirurgia durante PTCA è evoluto da supporto ineludibile per il trattamento delle frequenti complicanze procedurali ad ausilio complementare per la tempestiva rivascolarizzazione del paziente instabile, quando la PTCA non è tecnicamente attuabile. Questo nuovo ruolo mantiene il rapporto tra cardiochirurgia e laboratorio di interventistica indissolubile, ma non necessariamente vincolato dalla contiguità fisica.
Nelle altre due circostanze i concetti fondamentali e prioritari sono sintetizzabili in un tempestivo accesso alla rivascolarizzazione chirurgica per il paziente instabile e nell’oggettivazione di una corretta priorità all’intervento per i casi elettivi.
L’ottimizzazione dei rapporti tra cardiologia e cardiochirurgia nelle sindromi coronariche richiede pertanto un’attenta organizzazione di tutti questi aspetti per i quali la contiguità fisica rappresenta solamente un fattore facilitante, ma non esclusivo.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481