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G Ital Cardiol 2002;3(3):352-354



Un raro caso di difetto interventricolare post-traumatico

Giancarlo Argento, Rosario Fiorilli, Giuseppe Del Prete

Lesioni cardiache aperte o chiuse si verificano nel 20-30% dei traumi toracici maggiori. L’80% delle lesioni cardiache penetranti ha esito infausto, la maggior parte dei sopravvissuti si annovera fra coloro che hanno subito lesioni da arma bianca mentre elevatissima è la mortalità nelle lesioni da arma da fuoco. Migliore è la prognosi nei pazienti che arrivano in ospedale in condizioni stabili. Indice prognostico negativo è la presenza di tamponamento cardiaco. L’intervento chirurgico immediato è indicato nei pazienti in condizioni cliniche precarie, spesso dovute a lesione da arma da fuoco, tralasciando una valutazione diagnostica completa. L’atrio ed il ventricolo destro sono le camere cardiache più esposte alle lesioni traumatiche. Possono verificarsi lesioni dei setti atriale e ventricolare, delle valvole o delle pareti cardiache nonché lacerazioni delle arterie coronarie.
Si presenta il caso di un paziente giunto in ospedale in condizioni emodinamiche stabili con ferita toracica da taglio in cui era comparso un soffio olosistolico precordiale in seguito al trauma. L’ecocardiogramma transtoracico mostrò presenza di un modesto versamento pericardico e di una lacerazione del setto ventricolare di media ampiezza, il cateterismo cardiaco evidenziò un moderato shunt sinistro-destro ed un’ipertensione polmonare moderata. Fu programmata chiusura del difetto tramite impianto percutaneo di device. Il caso presentato è inconsueto per l’esiguità delle manifestazioni cliniche a causa della spontanea chiusura della breccia di ingresso, dell’assenza di tamponamento cardiaco e della moderata ampiezza del difetto.
Viene sottolineata l’importanza dell’utilizzo della tecnica ecocardiografica nel riconoscimento e nella pronta valutazione anatomica e funzionale della lesione.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481