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G Ital Cardiol 2002;3(6):630-637



L'angioplastica coronarica ad hoc: modello organizzativo, risultati clinici e costi

Elisabetta Varani, Marco Balducelli, Giulia Ricci Lucchi, Giuseppe Vecchi, Aleardo Maresta

Razionale. Da alcuni anni nel nostro centro viene applicata routinariamente l’angioplastica coronarica ad hoc con intervento percutaneo (PCI) al termine della coronarografia diagnostica nei pazienti con indicazione clinica ed anatomica alla procedura, già informati e preparati. Scopo dello studio è stato valutare i risultati clinici e l’impiego di risorse dell’applicazione routinaria della PCI ad hoc, illustrandone il modello organizzativo.
Materiali e metodi. Per valutare i risultati e l’impiego di risorse di tale approccio abbiamo esaminato tutte le 783 PCI eseguite dal 1° gennaio 1999 al 30 giugno 2001, suddivise in 642 (82%) PCI ad hoc e 141 (18%) PCI differite. Sono state valutate le caratteristiche cliniche e procedurali dei pazienti nei due gruppi, i risultati intraospedalieri e a 1 e 6 mesi e l’impiego di risorse (costo del materiale, quantità del mezzo di contrasto, tempo di scopia e di occupazione sala).
Risultati. I pazienti nel gruppo PCI ad hoc hanno presentato una maggiore frequenza di pregressa PCI, ipertensione arteriosa e diabete mellito, sindrome coronarica acuta, malattia coronarica monovasale, PCI monovasale monolesione, impianto di stent e di stent diretto, impiego di inibitori della glicoproteina IIb/IIIa e device emostatici; quelli con PCI differita maggiore frequenza di pregresso infarto miocardico, angina stabile, esecuzione in regime di ricovero programmato, PCI monovasale multilesione. I risultati ottenuti sono stati buoni: successo clinico 97%, eventi cardiaci avversi maggiori ospedalieri 2%, infarto miocardico acuto non Q 3.4% (creatinchinasi-MB superiore di 3 volte il valore normale in controlli seriati routinari), complicanze vascolari maggiori 0.4%, eventi cardiaci maggiori ad 1 e 6 mesi 4 e 9% rispettivamente, senza alcuna differenza tra i due gruppi ad hoc e differita. Per quanto riguarda l’assorbimento di risorse, la PCI ad hoc ha comportato, rispetto all’esame diagnostico e interventistico in sedute separate, una minore quantità di mezzo di contrasto e un minore tempo di occupazione della sala, con riduzione anche dei costi e del tempo di scopia, seppure non statisticamente significativa.
Conclusioni. Nella nostra esperienza la PCI ad hoc si è dimostrata sicura ed efficace con un significativo risparmio di risorse, rappresentando una soddisfacente prestazione assistenziale unita ad un ottimale percorso logistico-organizzativo.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481