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G Ital Cardiol 2002;3(7):691-697



Aggiornamenti in tema di terapia dello scompenso cardiaco

Gianfranco Sinagra, Andrea Perkan, Antonella Cherubini, Luca Salvatore, Andrea Di Lenarda

Nell’ultimo anno sono stati resi noti alla comunità scientifica i risultati di numerosi trial riguardanti il trattamento dello scompenso cardiaco. Alle novità sul trattamento farmacologico si sono aggiunti dati sul ruolo dei defibrillatori impiantabili, sulla resincronizzazione ventricolare e sui supporti impiantabili del circolo.
Per quanto riguarda i betabloccanti, gli studi recenti hanno per lo più consolidato l’indicazione al trattamento anche nei pazienti con scompenso cardiaco in fase avanzata, dimostrandone l’elevata efficacia ed i margini di sicurezza, mentre restano ancora aperti i quesiti riguardanti il “migliore” farmaco betabloccante per lo scompenso cardiaco. Un blocco a più livelli dell’asse renina-angiotensina, mediante il trattamento combinato con ACE-inibitori e antagonisti recettoriali dell’angiotensina II, rappresenta attualmente un’importante risorsa terapeutica, sebbene i dati dello studio Val-HeFT suggeriscano l’esistenza di un limite alle possibilità di un antagonismo neurormonale “completo” nei pazienti in trattamento con betabloccanti. I risultati dei trial su nuovi farmaci di modulazione neurormonale (omapatrilat, etanercept, antagonisti dell’endotelina e dei recettori per l’arginina-vasopressina) indicano la necessità di ulteriori dati e analisi prima di considerarli “nuove armi” farmacologiche di ampio utilizzo nella pratica clinica.
È probabile che l’impatto del trial MADIT-II allargherà il campo di impiego dei defibrillatori impiantabili nel sottogruppo di pazienti con disfunzione ventricolare sinistra a eziologia postinfartuale per la prevenzione della morte improvvisa, imponendo nuove scelte di programmazione ed economia sanitaria. Nei pazienti con scompenso cardiaco in classe funzionale avanzata o in fase terminale (ad elevata mortalità nel breve termine), in cui la qualità di vita rappresenta un obiettivo terapeutico fondamentale, l’impiego rispettivamente della resincronizzazione ventricolare o dei supporti impiantabili al circolo possono essere un valido aiuto, sebbene siano necessari in merito ulteriori approfondimenti.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481