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G Ital Cardiol 2002;3(7):728-737



Correzione chirurgica con omoinnesti dell'endocardite infettiva aortica su protesi o su valvola nativa

Amando Gamba, Amedeo Terzi, Paolo Ferrazzi, Claudio Farina, Fredi Suter

Razionale. La scelta del tipo di protesi valvolare da utilizzare in caso di endocardite aortica su valvola nativa (EVN) o su protesi (EVP) rimane in molti casi controversa. Scopo di questo lavoro è la valutazione dei risultati della nostra esperienza con l’utilizzo di omoinnesti nel trattamento chirurgico di questa patologia.
Materiali e metodi. Tra il maggio 1992 ed il dicembre 2000 presso la nostra Unità Operativa sono stati operati con impianto di un omoinnesto 53 pazienti che presentavano EVN (37 casi, età media 57 anni) o EVP (16 casi, età media 61 anni). Nei due gruppi di pazienti il 38 e il 50% rispettivamente erano in classe funzionale NYHA IV o V. All’intervento 28 casi presentavano importanti vegetazioni, 23 ascessi anulari, 3 perforazione del setto interventricolare e 9 da interessamento endocarditico della mitrale. L’omoinnesto è stato impiantato in posizione subcoronarica in 47 casi ed in sostituzione della radice aortica in 6 casi. In 21 casi sono state eseguite procedure chirurgiche associate.
Risultati. Il follow-up medio è stato di 56 mesi. Si sono verificati 1 decesso ospedaliero e 7 decessi tardivi con una curva attuariale di sopravvivenza a 5 anni dell’85.5 ± 6% per l’EVN e 80.8 ± 10% per l’EVP. Una recidiva endocarditica si è verificata precocemente in 2 casi (entrambi con infezione fungina) e tardivamente in 3 casi con libertà da recidiva endocarditica dell’87.1 ± 5% a 5 anni. Gli ecocardiogrammi tardivi hanno dimostrato un’insufficienza dell’omoinnesto inferiore o uguale a lieve in 40 casi, moderata e severa in 2 casi. Trentanove pazienti sono in classe funzionale NYHA I e 3 in classe II o III.
Conclusioni. In relazione alla nostra esperienza riteniamo che in presenza di endocardite acuta, per ottimizzare i risultati, è importante una diagnosi precoce ed una terapia medica aggressiva associata ad una precoce indicazione chirurgica. In presenza di EVN senza ascessi anulari le complicanze e le recidive sono probabilmente più correlate all’agente infettivo che al tipo di protesi impiantata mentre in presenza di EVN con ascessi anulari o EVP riteniamo che, come suggerito da molti altri autori, l’omoinnesto rappresenti il sostituto valvolare di scelta.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481