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G Ital Cardiol 2002;3(11):1092-1097



Trattamento transcatetere del dotto arterioso pervio

Massimo Chessa, Bamoshmoosh Mohamed, Sandra Giusti, Gianfranco Butera, Roberta Margherita Bini, Nicola Carano, Aldo Agnetti, Umberto Squarcia, Giovanna Di Gregorio, Mario Carminati

Il dotto arterioso pervio rappresenta dal 10 al 18% di tutte le malformazioni cardiache. La chiusura transcatetere, è diventata una tecnica con un alta percentuale di successo ed una bassa incidenza di complicanze. Numerosi dispositivi sono stati introdotti in commercio negli ultimi 20 anni. L’uso di alcuni di questi dispositivi è stato abbandonato per diverse ragioni: alti costi, necessità di utilizzare introduttori di largo calibro, elevata incidenza di shunt residuo. I dispositivi attualmente principalmente usati (Amplatzer duct occluder, buttoned device, DuctOcclud coil, Gianturco-Grifka vascular occlusion device, detachable coils), hanno reso la tecnica di chiusura transcatetere relativamente semplice, riducendo i tempi di ricovero. Noi riteniamo che questo sia il trattamento di scelta per la maggioranza dei pazienti con dotto arterioso pervio.
Scopo di questo lavoro è rivisitare la nostra casistica e fare il punto sullo stato dell’arte.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481