Area Abbonati
LoginPassword
 Scarica il PDF (182,5 kb)
G Ital Cardiol 2001;2(10):1078-1086



La seconda armonica tissutale: dai principi fisici all'applicazione clinica

Scipione Carerj, Antonio Trono, Concetta Zito, Eleonora Ficarra, Francesco Luzza, Giuseppe Oreto, Francesco Arrigo

Il principio di funzionamento della seconda armonica tissutale (HTI) è il seguente: il trasduttore emette un segnale ad un’unica frequenza (f0) e riceve le eco provenienti dal tessuto insonicato. Queste sono costituite da un segnale distorto che ha ancora la frequenza (f0), ma che non è più sinusoidale e contiene tante alte frequenze, tra cui è dominante la seconda armonica, cioè la frequenza (2f0). Il sistema filtra questo segnale ed accetta solo la componente a frequenza (2f0), su cui costruisce l’immagine, eliminando tutte le altre frequenze componenti l’eco di ritorno. Tale fenomeno è dovuto a tre meccanismi fondamentali: la non linearità di risposta del tessuto insonicato, le riflessioni multiple, e la compressibilità del mezzo in cui si propaga l’onda stessa.
I vantaggi di un siffatto sistema sono: l’energia ultrasonora raccolta sarà pressoché indipendente dall’orientamento della parete; la risoluzione rispetto alla penetrazione sarà molto più alta; l’eliminazione apparente dei lobi laterali, che esistono ancora ma non hanno effetto sulla ricezione in seconda armonica. Un limite dell’HTI, oggi drasticamente ridotto dalle tecnologie più avanzate, è la perdita di risoluzione assiale (per esempio apparente ispessimento dei lembi valvolari).
Le possibili applicazioni cliniche di questa modalità di acquisizione delle immagini ecocardiografiche sono molteplici, alcune ben documentate in letteratura, altre ancora in fase di studio. La corretta identificazione del bordo endocardico e il più accurato studio della funzione ventricolare sinistra sia a riposo che durante stress test, sono i vantaggi più evidenti apportati dall’HTI. La valutazione morfo-funzionale dell’auricola sinistra, lo studio degli shunt interatriali e dell’ecocontrasto spontaneo, finora studiati quasi esclusivamente con l’ecocardiografia transesofagea, possono anche essere valutati con l’HTI con un’elevata riproducibilità dei risultati.
Inoltre, le nuove tecnologie, quali acoustic quantification ed anatomic M-mode, che necessitano di una precisa delineazione del bordo endocardico, traggono importanti benefici dall’ottimizzazione dell’immagine bidimensionale acquisita in HTI.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481