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G Ital Cardiol 2000;1(11):1404-1410



Il follow-up ecocardiografico del paziente con scompenso cardiaco. Quali parametri misurare? Con quale frequenza?

Andrea Di Lenarda, Gastone Sabbadini, Bruno Pinamonti, Gianfranco Sinagra

L’ecocardiografia riveste un ruolo fondamentale nella gestione clinica del paziente con insufficienza cardiaca e disfunzione sistolica ventricolare sinistra, non solo dal punto di vista diagnostico, fisiopatologico e prognostico ma anche nella valutazione dell’evoluzione della malattia e della risposta alla terapia ottimizzata. Scarse sono invece al momento le informazioni disponibili e non chiaro il ruolo dell’ecocardiografia nei pazienti con scompenso cardiaco da disfunzione diastolica isolata.
Nei pazienti con scompenso cardiaco e ridotta frazione di eiezione ventricolare sinistra appare fondamentale una corretta valutazione delle variazioni nel tempo delle dimensioni e della funzione del ventricolo sinistro, in considerazione del potenziale effetto benefico di una terapia ottimizzata con ACE-inibitori e betabloccanti su questi parametri e del loro rilevante significato prognostico. La valutazione emodinamica mediante eco-Doppler fornisce ulteriori parametri di indubbia rilevanza clinica, come il riscontro della persistenza o (ri)comparsa di un pattern di riempimento di tipo restrittivo nel follow-up. Anche le variazioni della funzione ventricolare destra in terapia ottimizzata sono un utile parametro per il clinico, in particolare per identificare tra i pazienti con persistente severa disfunzione ventricolare sinistra quelli a rischio più elevato di eventi.
Uno schema pratico di comportamento dovrebbe prevedere: 1) uno studio ecocardiografico precoce (dopo 3-6 mesi di terapia ottimizzata) con il fine di valutare il paziente dal punto di vista emodinamico (persistenza o meno di un pattern di riempimento di tipo restrittivo); 2) un controllo a 12-24 mesi per valutare il pieno effetto della terapia sulla funzione e sul rimodellamento ventricolare; 3) una rivalutazione periodica, cadenzata in rapporto allo stadio della malattia e/o ad eventuali fasi di instabilizzazione clinica, con l’obiettivo di riconoscere indicatori di progressione della malattia come il peggioramento della funzione ventricolare sinistra e/o destra e/o la (ri)comparsa di un pattern di riempimento di tipo restrittivo. Il riconoscimento di queste variazioni appare di grande rilevanza prognostica per la ridefinizione nel corso del follow-up del profilo di rischio del paziente con scompenso cardiaco e disfunzione sistolica ventricolare sinistra.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481