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G Ital Cardiol 2000;1(5 Suppl. 2):23-31



L'ipertensione in funzione dell'età

Gian Franco Gensini, Francesco Corradi

L’ipertensione rappresenta uno dei principali fattori di rischio per le patologie cerebrovascolari, cardiovascolari, lo scompenso cardiaco e l’insufficienza renale. Il rischio si correla direttamente con i livelli pressori e con l’eventuale presenza di manifestazioni d’organo. Altri fattori di rischio, associati all’ipertensione, come l’iperlipidemia o il diabete possono incrementare il rischio cardiovascolare globale, contribuendo a sviluppare quella catena di eventi che dall’aterosclerosi conduce alle complicanze cardiovascolari e alla morte. In circa tre quarti della popolazione generale di mezza età si riconosce la presenza di almeno un fattore di rischio cardiovascolare e il 91.3% della popolazione di soggetti ipertesi mostra almeno un fattore di rischio aggiuntivo oltre all’ipertensione arteriosa. Il rischio cardiovascolare si incrementa con l’aumentare dell’età del soggetto; il fattore età induce, quindi, importanti conseguenze sui livelli di pressione arteriosa e sugli altri fattori di rischio. In un’età compresa fra 34 e 74 anni il rischio di morte per malattie cerebrovascolari o cardiovascolari è complessivamente maggiore nell’uomo che nella donna; tale differenza tende però progressivamente a ridursi con l’avanzare dell’età fino all’età di 75 anni, quando il rischio diviene simile in entrambi i sessi. La donna in periodo postmenopausale mostra un rischio di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari pari a quello dell’uomo. Per molti anni gli studi sull’ipertensione e sul trattamento antipertensivo sono stati focalizzati essenzialmente sull’ipertensione diastolica e hanno trascurato l’ipertensione sistolica isolata, una forma di ipertensione particolarmente comune nella popolazione anziana. Le evidenze attuali indicano che l’aumento della pressione sistolica incide sulla progressione delle patologie cardiovascolari quanto quella diastolica. Il beneficio derivante dal trattamento dell’ipertensione sistolica isolata nel paziente anziano risulta poi almeno pari a quello del trattamento dell’ipertensione sisto-diastolica nel soggetto adulto; due tra i più importanti studi sul trattamento dell’ipertensione sistolica isolata, il Systolic Hypertension in the Elderly Program (SHEP) e il Systolic Hypertension in Europe Study (Syst-Eur) hanno dimostrato un’evidente riduzione del rischio di ictus o eventi cardiovascolari maggiori con il controllo accurato dei valori della pressione sistolica.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481