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G Ital Cardiol 2000;1(5 Suppl. 2):50-58



Prevenzione primaria e secondaria della cardiopatia ischemica

Sergio Chierchia, Gabriele Fragasso

Lo scopo del presente articolo è quello di ricostruire le problematiche cliniche più importanti riguardanti la prevenzione della coronaropatia. Ciò allo scopo di fornire ai cardiologi una guida che faciliti i loro sforzi nel migliorare la prevenzione primaria e secondaria. Sebbene in anni recenti la conoscenza degli effetti benefici della modificazione dei principali fattori di rischio sia andata aumentando, la maggior parte degli operatori continua a concentrarsi soltanto sui pazienti con coronaropatia manifesta. Molti individui ad alto rischio non sono adeguatamente consigliati e trattati, mentre un grande sforzo dovrebbe essere compiuto dalle istituzioni nazionali e dai singoli medici per implementare schemi di prevenzione primaria anche se, di fatto, il potenziale guadagno delle misure preventive è massimo nei gruppi ad alto rischio. Specifiche task force internazionali hanno pubblicato raccomandazioni ufficiali sulla prevenzione della coronaropatia nella pratica clinica, che intendono incoraggiare lo sviluppo e la revisione di linee guida nazionali per la prevenzione degli eventi coronarici. La sfida per il cardiologo nell’anno 2000 consiste nel realizzare appieno il potenziale della prevenzione in tutti i soggetti a rischio contribuendo così a ridurre l’enorme onere socio-economico delle malattie cardiovascolari.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481